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Fabregas su Sky: il Barcellona, l’Arsenal, Como e l’Italia…

FABREGAS SU SKY

Cesc Fabregas è stato intervistato in esclusiva Sky da Massimo Marianella. Ecco i passaggi principali:

Nel calcio, devi cercare il timing perfetto per te, non pensare a dove potrai andare per vivere bene. Un calciatore ha una vita breve, io con 35 sono già veterano del calcio“.

BARCELLONA E LA MASIA – “Mi mancavano i concetti, il modo di giocare e capire il calcio, questo mi ha fatto crescere. Giocare per strada è stato molto importante ma la Masia, gli allenatori, l’intelligenza che ti fanno apprezzare dentro il campo sono stati importanti per la mia capacità mentale e crescita come giocatore. La metodologia della Masia, allenatori top, molta gente che cresce con questa idea di calcio e poi la arricchisce con le sue conoscenze“.

ARSENAL – Il primo allenamento con la prima squadra andò molto bene, poi due la seconda settimana, poi sempre di più ed ero praticamente parte della prima squadra. Ho avuto le idee chiare e stavo vivendo un sogno giocando nell’Arsenal. Lavorare con Wenger è stata una grande fortuna, un grande piacere: le conoscenze che mi ha dato, le opportunità, il coraggio, la disciplina e lui mi ha portato ad un altro livello, libertà nel campo sapendo dove potevo essere pericoloso. Ricordi indimenticabili di Highbury, campo piccolo, si sentiva tutto, spettacolare“.

ESORDIO E ANCORA BARCELLONA – “35000 persone allo stadio, l’emozione della mia famiglia, un momento speciale. Tutti abbiamo dei sogni, obiettivi. Messi? Leo per me è come il Michael Jordan di questa era, lui non è cambiato, è sempre più umile e lo rispetto molto“.

LA NAZIONALE – “Giocare nell’Arsenal era un sogno, così come nel Barca e con la Selecion non avevo mai pensato, non l’avevo mai vista giocare per vincere titoli e mi viene in mente il lavoro fatto per arrivare fin lì. Il cammino è stato lungo, emozionante, con grande lavoro e costanza“.

CHELSEA – “Non vivevo nel nord di Londra ma nel centro, una esperienza meravigliosa. Mi sono adattato a tante situazioni, allenatori e posizioni nel campo, non è facile“.

IL COMO – “Mi diverto, sto con i miei compagni, imparo, vedo il football con altre dinamiche e questo mi piace; il progetto mi piace, c’è tanto da migliorare ma è l’inizio, proveremo a rinnovare lo stadio che Como, la gente si senta colpiti. E’ un calcio molto pragmatico; a parte Sarri, tutti gli allenatori che ho avuto hanno sempre avuto priorità alla difesa rispetto all’attacco ma ora si stanno vedendo squadre come il Napoli che gioca molto bene con Spalletti, mi avevano sempre detto buone cose, Rudiger ed Emerson. E’ l’allenatore per me! Quello che sta facendo mi fa dire che il calcio italiano sta crescendo sotto molti aspetti“.

L’ITALIA IN GENERALE – “Tutti generosi con me e la mia famiglia, questo è molto importante. Bello poter parlare tante lingue, poi la pasta al dente è fantastica; male con la guida, sempre a sinistra ma se vai lento, destra, non sinistra!“.

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Giornalista pubblicista e laureato magistrale in "Editoria e giornalismo," triennale in "Lingue e comunicazione", appassionato di calcio italiano e internazionale (soprattutto Inghilterra e Spagna), tecnologia e viaggi, amante del raccontare eventi soprattutto da inviato.

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