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Roma: è ora che qualcuno si assuma le proprie responsabilità

Società, dirigenti, allenatore e giocatori: ognuno di loro ha parziali colpe nel rendimento della squadra finora. Nessun alibi né le solite scuse, urge un cambio di rotta immediato per salvare almeno il quarto posto.

Pensare che la squadra che sabato ha malamente perso in casa con la Fiorentina è la stessa che appena tre giorni prima giocava un quarto di finale di Champions League al Camp Nou contro il Barcellona, fornendo una prova anche discreta, farebbe fatica a crederlo chiunque.

Eppure è così, o almeno parzialmente, perchè negli undici titolari di ieri c’erano almeno quattro o cinque “riserve” che, nella testa del DS Monchi, non avrebbero dovuto far rimpiangere i titolari.

Invece uno degli enormi problemi di questa Roma è proprio non avere una rosa numericamente e qualitativamente all’altezza degli obiettivi che dovrebbe, e sottolineiamo dovrebbe, perseguire.

Prestazioni alla mano, gli unici acquisti azzeccati del mercato di Monchi sono stati Kolarov e Cengiz Under.

Gonalons non ha mai dato l’impressione di essere il giocatore di esperienza e personalità per cui era stato preso, ma anzi è sembrato sempre un corpo estraneo al resto della squadra, Schick resta un oggetto misterioso, lo stesso dicasi di Defrel, Karsdorp purtroppo non è giudicabile a causa del doppio infortunio e Moreno è stato immediatamente bocciato dall’allenatore per poi essere ceduto a gennaio senza rimpianti.

Per non parlare della curiosa, per non dire altro, operazione sempre a gennaio che ha riguardato la cessione di Emerson Palmieri e l’acquisto di Jonathan Silva…

Eusebio Di Francesco aveva dato un gioco a questa squadra e i risultati per un periodo si erano visti, fino a interrompersi bruscamente in quel famoso Genoa-Roma che ha segnato lo spartiacque della stagione della Roma. Da lì una parabola negativa che ha immediatamente cancellato sogni di lotta scudetto, ma che sta continuando a riproporsi mettendo in discussione anche il vitale piazzamento Champions: non è un caso che si sia eguagliato il record negativo di sconfitte casalinghe, ben sette.

Proprio all’allenatore giallorosso si può invece recriminare la poca lucidità nei momenti difficili delle partite, con il cambio di modulo nel 4-2-4 come unica soluzione che invece di portare benefici crea solo confusione e squilibri tattici. Risulta anche difficile capire come giocatori di esperienza come Fazio, De Rossi, Strootman, Florenzi o Perotti possano avere rendimenti così discontinui, rendendo la Roma una squadra totalmente inaffidabile; su questo dovrebbe intervenire la società e prendere anche decisioni drastiche riguardo molti “senatori”.

Per i giallorossi arriva ora un momento estremamente delicato, con la sfida di domani contro il Barcellona ma soprattutto il derby tra una settimana contro una Lazio in grandissima forma e a pari punti.

Stavolta non si potrà più sbagliare perchè se il piazzamento Champions era considerato l’obiettivo minimo, farselo scappare ai danni dell’Inter e dei cugini diventerebbe, oltre che economicamente una sciagura, imperdonabile.

Filippo D’Orazio

Il calcio da sempre è l'amore di una vita, il giornalismo sportivo la mia passione e il mio lavoro

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