Sono aumentate negli ultimi giorni le voci di una possibile cessione di DeLigt, seguito da alcuni dei principali top club europei e che potrebbe portare liquidità alle casse della Juventus. La mente corre inevitabilmente alla celebre operazione di qualche decennio fa con cui la Juve riuscì a finanziare con la cessione di Zidane una campagna acquisti che le permise di primeggiare in A e proporsi in maniera importante a livello europeo.
Se col senno di poi, quell’operazione rappresentò un successo tecnico e finanziario indiscutibile, si può però nutrire qualche dubbio sulla possibilità di ripeterlo allo stato attuale delle cose
DeLigt rappresenta dopo l’addio di Chiellini e con l’avanzare dell’età di Bonucci, il perno della difesa della Juventus; difesa che è stata fondamentale per raggiungere i successi degli ultimi anni e sulla quale Allegri ha sempre fatto affidamento per raggiungere gli obiettivi preposti ad ogni inizio stagione.
Difficile pensare a come sostituire un difensore giovane e con grande esperienza internazionale sul lungo periodo; Milenkovic, Bremer o Koulibaly sono alternative di moda e valide, ma che per età o esperienza non garantirebbero il rendimento che può garantire l’olandese per i prossimi 7/10 anni.
Dall’altra parte c’è da chiedersi come verrebbero reinvestiti i proventi della cessione, tenendo conto che è ragionevole pensare che una parte possa essere messa in cassa a coprire perdita di esercizio, un’altra parte dovrà per forza essere investita per coprire il buco tecnico lasciato in difesa e solo la restante verrebbe rimessa in circolo per migliorare gli altri reparti.
Rimane pertanto più che lecito il dubbio su una operazione che finanziariamente rappresenterebbe un successo, ma che a differenza di quello che fu con la cessione di Zidane, lascerebbe più di una perplessità dal punto di vista tecnico.
chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

