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L’ Europa League, la più grande contraddizione della Uefa

Posto in champions per chi la vince, fasce orarie separate per garantire più visibilità alle partite, ma anche una grossa falla nel regolamento

La Uefa negli ultimi dieci anni ha riformato la cara vecchia Coppa Uefa: ne ha cambiato il nome, ha cambiato i criteri di qualificazione per i vari campionati, da due edizioni a questa parte ha persino stabilito che la vincente abbia un posto nei gironi della Champions dell’anno seguente

Tutti questi sforzi sono stati fatti dalla massima organizzazione del calcio europeo per aumentare l’appeal di una competizione, che è stata per troppo tempo più come un peso per la stagione piuttosto che un torneo prestigioso; eppure ci sono delle contraddizioni che la stessa Uefa è chiamata a sciogliere.

In primo luogo, se da un lato si sono voluti mettere gli incentivi sopra citati per invogliare i club a partecipare alla seconda competizione europea, dall’altro va detto che i ricavi, fattore sempre più determinante nel calcio moderno, ormai divenuto un business, sono più bassi se rapportati a quelli della Champions; si parla di una differenza di decine e decine di milioni di euro di introiti.

Ma la contraddizione più grande è quella che ieri sera ha fatto sbottare migliaia di tifosi romanisti: il VAR.

Infatti la Uefa ha stabilito di non usare questa tecnologia proprio per quella competizione che ha cercato in tutti i modi di far piacere ai club; o meglio ha stabilito che la userà, ma solo a partire dalla fase a eliminazione diretta, replicando quanto fatto la scorsa stagione con la Champions, quando il Var fu introdotto a partire dagli ottavi di finale.

tale scelta è però molto discutibile perchè rischia di falsare, come accaduto ieri sera all’Olimpico, il risultato di una partita, o peggio il quadro complessivo di un intero girone, visto che la Roma vincendo ieri sera sarebbe salita a quota 7 punti, in testa al girone, spedendo i tedeschi del Gladbach a meno 6 e fermi a 1 punto; invece ora i giallorossi si rovano sì al comando del loro raggruppamento, ma a quota 5 punti con due delle tre squadre rivali per la qualificazione immediatamente dietro a 4 punti.

speriamo che la Uefa faccia chiarezza, se non vuole vanificare gli sforzi fatti per esaltare l’Europa League trasformandola in una farsa, in cui i club fanno giocare le riserve se non le seconde squadre.

Matteo Marsella

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