Dal 2005 ad oggi in quel di Formello molti allenatori si sono avvicendati, ma il preparatore dei portieri è rimasto sempre lo stesso: Adalberto Grigioni, uomo d’esperienza che crea portieri quasi dal nulla
È il 20 maggio del 2007 quando Angelo Peruzzi disputa l’ultima gara con la maglia della Lazio. Un campione del mondo (pur non disputando neanche una partita) che, fin dal suo approdo nella capitale, ha difeso con onore e determinazione i pali dei capitolini. Il suo ritiro, seppur annunciato, desta un po’ di sconforto nella società romana, chiamata a trovare un degno sostituto. Nei primi mesi di assestamento le chiavi della porta sono affidate a Marco Ballotta, numero uno ricco di esperienza, disponibile, ma non troppo, a lasciare spazio ai giovani. Nel frattempo viene acquistato prima Carrizo, che resta però in Argentina in prestito per problemi di tesseramento degli extracomunitari, e poi Fernando Muslera, giovane sì di buone prospettive, ma che in una delle sue prime uscite all’Olimpico ne incassa cinque (e in almeno due occasioni ha grandi responsabilità) da un Milan senza pietà. Eppure, è proprio in una serata nera come quella che comincia la grande opera di Adalberto Grigioni.
Muslera- Osservando il lavoro compiuto sul portiere uruguaiano ci si rende immediatamente conto dell’importanza di avere un grande preparatore dei portieri nello staff di una squadra di serie A. Nella prima stagione italiana, Muslera fatica, va in panchina e cerca di adattarsi al calcio nostrano, giocando poco in campionato e in Coppa Italia, e coronando le poche uscite con alcuni brutti errori. Anno nuovo, vita nuova. Nel settembre del 2008 sbarca finalmente nella capitale Carrizo, considerato uno dei migliori portieri al mondo, il quale però non offre le prestazione sperate, lasciando il posto da titolare a Fernando che, in pochi mesi, mette in mostra grandi interventi permettendo alla Lazio di tornare ad alzare la Coppa Italia grazie a due rigori parati nella finalissima contro la Sampdoria. Nel 2011, nell’ambito dell’operazione che porta Lorik Cana a Roma, Muslera, ormai numero uno dell’Uruguay, viene ceduto al Galatasaray con un conguaglio intorno ai 3 milioni di euro, con la nomea di portiere affermato, in grado di figurare al meglio anche in palcoscenici come la Champions League, il Mondiale, o la Coppa America, trofeo peraltro conquistato nel 2011.
Strakosha- Se Muslera è la bozza di una grande opera, il lavoro fatto con Strakosha sa di capolavoro. Frutto del vivaio biancoceleste, Thomas inizia la sua carriera professionistica alla Salernitana, dove però non convince mai veramente, assaporando spesso il sapore amare della panchina. Nel 2016 torna nella capitale e il 20 settembre fa il suo esordio in serie A nella trasferta contro il Milan, riuscendo a mantenere la porta inviolata. Un portiere a prima apparenza piuttosto esile, forse un po’ troppo insicuro e con troppa poca esperienza per una piazza come Roma, che lascia la maggioranza della tifoseria scettica. Grigioni lo sa che sarà dura, ma non demorde, lavora sodo e rende, giorno dopo giorno, il giovane albanese un portiere da serie A a tutti gli effetti, con alcuni difetti senza dubbio ancora da correggere (vedi uscite ed uso dei piedi), ma di sicura affidabilità. Inzaghi lo conosce fin dai tempi del settore giovanile e non esita ad affidargli definitivamente la maglia da titolare. Un giovane a costo zero, il cui valore di mercato oggi si aggira intorno ai venti milioni, anche se per il presidente Lotito ne vale quaranta.
Alberto Grigioni, un generatore di portieri a costo zero. Gli allenatori passano, lui no.
Carlo Peroni


Daniele
14/07/2020 at 11:01
Portieri che hanno timore dell’uscita a palla alta, tutti i portieri che Grigioni ha effettuato dei lavori hanno un blocco psicologico sull’uscita. Vediamo per ultimo Strakosha andate a vedere i gol….