L’imminente cessione del belga all’Inter sta creando entusiasmo nei supporters nerazzurri e disapprovazione tra quelli giallorossi. Ma questa operazione potrebbe essere un vantaggio per entrambe le squadre
E’ fatta per Radja Nainggolan all’Inter: già solo questa frase immaginiamo che sensazioni abbia dato a tifosi nerazzurri e giallorossi. Sensazioni inevitabilmente contrastanti, tipiche di chi ama e ha amato il centrocampista belga grazie alle sue prestazioni in campo.
La cessione di Nainggolan sembra ormai evidente che sia una scelta presa (con molto coraggio) dalla Roma, sulla base di varie motivazioni: la vita privata del belga è sempre stata un pò sopra le righe, ma onestamente non si può dire che questo abbia influito sul suo rendimento in campo, tuttavia è palese che soprattutto l’ultima “performance” di Capodanno non sia stata digerita dalla dirigenza romanista.
Oltre a questo, entra in gioco anche un discorso economico da non sottovalutare: la Roma è convinta che questo sia l’ultimo treno disponibile per ottenere una plusvalenza dalla cessione di Radja. Superati i 30 anni e considerando che il belga fa dell’agonismo una delle sue qualità principali, la stagione appena conclusa ha visto un Nainggolan meno brillante delle ultime stagioni.
Le cifre che trapelano di questa operazione sono un altro dettaglio che suscita dubbi nei tifosi giallorossi, ma analizzando con distacco è un’operazione vantaggiosa sia per la Roma che per l’Inter: 24 milioni di parte fissa, più i cartellini del giovane trequartista classe ’99 Zaniolo e di Davide Santon.
Questo significa plusvalenza per entrambe, con il cartellino di Nainggolan che verrà valutato intorno ai 35/40 milioni, e l’Inter che realizzerà a sua volta plusvalenza grazie a Zaniolo e Santon.
Sul piano tecnico, la Roma con gli acquisti già ufficializzati di Cristante e Coric più quello imminente di Javier Pastore, vuole aggiungere più qualità al suo centrocampo, una caratteristica che è mancata al reparto di Eusebio Di Francesco in questa stagione; l’ Inter dal canto suo si ritrova in casa un giocatore esperto, un simbolo che, nel bene o nel male, è capace di trascinare i tifosi e che ritrova in panchina quel Luciano Spalletti che lo utilizzò da trequartista facendogli collezionare in un anno e mezzo 20 gol e 9 assist.
I presupposti che sia stato un affare per entrambe ci sono tutti, ma la verità è che, a prescindere dagli umori dei tifosi, solo il campo potrà dare una risposta certa a questo interrogativo.
Filippo D’Orazio

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