Nella prima giornata di Champions la Juventus dovrà affrontare il Psg che presenta in rosa giocatori che conosciamo benissimo.
Dagli italiani Donnarumma e Verratti, dal brasiliano Neymar, al francese Mbappe, gli argentini Icardi ma soprattutto Messi.
Vediamo il cammino del Psg in campionato prima della prima.partira di Champions contro la Vecchia Signora.
Nella prima partita rifila un 5 a 0 in casa del Clermont Foot. Sono andati a segno Neymar, Hakimi, Marquinhos e doppietta di Messi.
Nella seconda uscita stagionale rifila un’altra cinquina.
Stavolta ai danni del Montpellier.
Il risultato finale 5 a 2.
Sono andati a segno Mbappe, Renato Sanches, un autogoal di Sacko e la doppietta di Neymar.
Mbappe sbaglia pure un rigore.
Nella terza lo score è un incredibile 7 a 1 ai danno delle Lille.
Mbappe mette a segno un tripletta, doppietta di Neymar con ben 3 assist per i compagni ,Messi con assist, Hakimi con assist ed infine Nuno Mendes.
La quarta partita è un pareggio per 1 a 1 contro il AS Monaco a segno Neymar.
Nella quinta giornata segna 3 goal al Toulouse dove Messi confeziona due assist per Mbappe e Neymar.
La terza rete di Bernard.
La sesta giornata il Psg batte per 3 a 0 il Nantes con doppietta di Mbappe e Mendes. Due assist per Messi.
Ora parleremo dell’allenatore e del suo modulo.
Christophe Galtier calcisticamente cresciuto nel settore giovanile dell’Olympique Marsiglia il 30 luglio 1985 debutta in Ligue 1 contro il Brest.
Nel 1987 si trasferisce al Lilla.
Nel 1990 passa al Tolosa, dove gioca per tre stagioni.
Nel 1993 viene acquistato dall’ Angers MS os squadra retrocede.
Dopo la retrocessione passa al Nîmes, ma complice qualche infortunio gioca solo venti partite prima di tornare all’Olympique Marsiglia.
Nel 1997 approda in Italia accasandosi al Monza, squadra militante in Serie B.
Dopo una sola stagione si trasferisce ai cinesi del Liaoning, dove termina la sua carriera da calciatore nel 1999.
Dopo dieci anni di esperienza come vice-allenatore, a dicembre del 2009 viene promosso a tecnico della prima squadra del Saint-Étienne in sostituzione dell’esonerato Alain Perrin.
Nella sua prima stagione riesce a salvare la squadra dalla retrocessione mentre, negli anni successivi, migliora il piazzamento fino al quarto posto con conseguente qualificazione alle competizioni UEFA.
Rimane sulla panchina dei Verts per otto anni vincendo, nel 2012-2013, una Coppa di Lega francese, primo trofeo del club dopo 32 anni.
Nel gennaio del 2018 diventa il nuovo allenatore del Lilla.
Nel 2018-2019 si classifica secondo in campionato.
Nella stagione 2020-2021, vince la Ligue 1 dopo un testa a testa con i campioni uscenti del Paris Saint-Germain.
Tale successo gli consente anche di ottenere, per la terza volta, il premio come Miglior allenatore della Ligue 1.
Il 28 giugno 2021 diventa il nuovo tecnico del Nizza.
Conclude il campionato al quinto posto, piazzamento che consente ai rossoneri di accedere alle qualificazioni per la UEFA Europa Conference League 2022-2023.
Il 7 maggio 2022 perde la finale di Coppa di Francia in favore del Nantes.
Il 27 giugno seguente lascia la panchina dei rossoneri.
Il 5 luglio 2022 viene ufficializzato come nuovo allenatore del Paris Saint-Germain.
Il 31 luglio successivo debutta in gare ufficiali vincendo la Supercoppa francese, grazie al successo per 4-0 ai danni del Nantes.
Il suo modulo abituale è il 4-2-3-1. Ha anche sperimentato un 4-4-2 atipico, senza dei veri e propri esterni di centrocampo ma con dei registi spacciati per ali e sfruttando molto le sovrapposizioni dei terzini.
Nel corso dell’ultimo decennio si è affermato come un allenatore offensivista e affascinante per quanto lontano dai riflettori dei media internazionali.
Già al Saint-Etienne, e ancor di più al Lille, ha messo in mostra un gioco fatto di pressing alto e costruzione dal basso, controllo del gioco e verticalizzazioni per le punte.
In pochi anni, ha lanciato tutta una generazione d’oro come i nomi noti della Serie A: Maignan, Ikoné, il neo-romanista Celik, Osimhen.
Botman, Renato Sanches, Pépé, David. Ai tempi del Saint-Etienne, era stato lui a lanciare Aubameyang.
Ora, a Parigi con ragazzi come Michut, Pembelé e Kalimuendo potrà valorizzarli al massimo.

