Clamoroso al Madison Square Garden: il campione del mondo dei massimi WBA, IBF e WBO dominato dal semisconosciuto californiano Anthony Ruiz jr., che manda al tappeto per quattro volte l’avversario
Una delle più grandi sorprese della storia del pugilato: alla prima apparizione americana di una carriera che sembrava destinata a eleggerlo fra le grandi stelle del pugilato Anthony Joshua, inglese campione mondiale di tre sigle dei massimi (Wba, Ibf e Wbo), ha subito ben quattro atterramenti arrendendosi al californiano di origine messicana sul quale nessuno avrebbe scommesso un dollaro, Anthony Ruiz jr.
Non si era mai visto un gigante della fama e delle proporzioni (1,98 per 112 chili) soccombere in maniera così umiliante di fronte a un messicano bolso (1,88 per 122 chili), panciuto e apparentemente flaccido.
Doveva essere un incontro segnato, con gli scommettitori tutti dalla parte di Joshua che anche alla vigilia aveva detto di puntare solo alla riunificazione con l’altro detentore di categoria Deontay Wilder.
E invece si è capito subito che il match avrebbe preso un’altra piega: Joshua in evidente giornata no e Ruiz senza nessuna soggezione capace di accorciare le distanze con i suoi braccini adiposi ma potentissimi come magli.
Già il primo round lo aveva vinto Ruiz ma è nel terzo sono arrivati i fuochi di artificio: il messicano andava giù su un gancio destro secondo l’annunciato copione della sconfitta immediata e invece si rialzava e con una gragnuola di colpi conclusi da un gancio destro metteva a sua volta al tappeto Joshua.
Ruiz si era guadagnato l’appellativo di El Destructor battendo 32 avversari non di primo piano. Il 34° incontro ha cambiato la sua storia e anche quella dei massimi: in attesa di una possibile rivincita Ruiz-Joshua ora il torneo di riunificazione del titolo con Wilder e Tyson Fury andrà completamente riscritto.
(Fonte Gazzetta dello Sport)

