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Calcio, la vera regola da cambiare è quella sul tempo di gioco

Tempo
Lo scorso 2 marzo l’IFAB, l’ente custode del regolamento del calcio, ha approvato delle modifiche che entreranno in vigore da giugno 2019, lasciando però invariate le norme sul tempo di gioco, vero tasto dolente del calcio moderno.
Il problema

Nell’ultimo turno di campionato, in base alle statistiche tratte del sito della Lega di Serie A, nessun incontro ha superato i 57 minuti effettivi di gioco (56′ 07 il tempo massimo raggiunto in Chievo- Napoli, match inutile ai fini della classifica). Solo la metà degli incontri ha raggiunto la soglia dei 50 minuti effettivi. Dato da considerare ancora più allarmante nel momento in cui si consideri che la durata effettiva viene conteggiata non sui classici novanta minuti, ma sul tempo totale, comprensivo anche del recupero (ad esempio, in Atalanta- Empoli il tempo effettivo è 54’55, ma la durata reale si aggira intorno ai 97 minuti).

Le altre cinque sfide della trentaduesima giornata hanno totalizzato, invece, un tempo effettivo addirittura al di sotto dei 50 minuti.

Sampdoria- Genoa la partita dove si è giocato meno (42’33). Un dato che fa pensare e che permette di sviluppare un’ulteriore riflessione.

Almeno quattro dei cinque incontri con durata sotto i 50 minuti rappresentano sfide importanti ai fini della classifica o della supremazia cittadina (Milan- Lazio 46’33; Roma- Udinese 45’18; Torino- Cagliari 44’07; Spal-Juventus 48’00). Un dato corroborato anche da statistiche inerenti alcuni scontri salvezza delle settimane precedenti (Udinese- Empoli: durata reale 99′, durata effettiva 46’12; Frosinone- Spal: durata reale 95′, durata effettiva 46′ 20). Ciò vuol dire, in sintesi, che più si alza la posta in palio e meno si gioca a calcio.

La possibile soluzione

Ogni problema ha la sua soluzione. Senza dubbio, va subito precisato che trasformare il tempo reale in effettivo non significherebbe rendere le partite di durata effettiva di novanta minuti. Lungo il sentiero che condurrebbe ad una svolta epocale, in grado di toccare ogni aspetto del calcio, dal metodo di allenamento alla preparazione delle partite, si potrebbe procedere per piccoli step. In una prima fase di sperimentazione sarebbe interessante iniziare ad interrompere il decorso del tempo almeno in caso di controllo alla VAR (fonte di interruzioni lunghissime) o di sostituzioni, per passare infine ad accorciare la durata delle sfide da novanta, a magari 50 minuti effettivi di gioco.

Una svolta di portate capitale, necessaria però per rinvigorire il fattore spettacolo di un calcio sempre più tattico e noioso.

Carlo Peroni

 

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