Pioli, che per giorni è stato accusato di arroganza da chi lo critica per la poca propensione ad adattarsi al gioco degli avversari, nel primo tempo è stato bravo e pronto a trovare le contromisure alla fase di impostazione degli azzurri, ma poi ha forse pensato di averla chiusa troppo presto dopo un primo tempo dominato (“Pulisic? Non abbiamo voluto rischiare”) e nella ripresa non è stato altrettanto lucido e pronto ad adattarsi al nuovo Napoli pensato da Garcia.
Poi a 10’ dalla fine le due sostituzioni che hanno lasciato un po’ tutti a bocca aperta, Giroud e Leao compresi, che più volte hanno chiesto a Pioli il perché di un cambio che nessun tifoso rossonero avrebbe previsto in quel momento.
Il nervosismo di due dei fedelissimi del tecnico è stato evidente, come lo era stato quello di Calabria nel dopo-partita di Parigi, ma altri elementi chiave della squadra stanno tradendo anche in campo. Theo Hernandez da settimane ormai è irriconoscibile e non è solo colpa del nuovo modulo che lo accentra maggiormente e se oltre a non capitalizzare con cattiveria le occasioni create (Leao non segna da oltre un mese) anche Maignan prende gol da 30 metri sul suo palo, portare a casa la vittoria diventa davvero complicato.
Nervosismo, infortuni e giocatori non al meglio, ma il Milan ora ha bisogno di lavorare, ritrovare certezze e compattarsi perché se il cammino europeo è quasi compromesso la vetta della classifica dista soltanto tre punti e il calendario da ora in poi sorriderà ai rossoneri, che nelle prime 10 giornate hanno già affrontato tutte le big a parte l’Atalanta. Il bottino di punti (22) dice che le basi sono solide, a Pioli il compito di ridare serenità e consapevolezza alla squadra e allo staff medico quello di tirare fuori al più presto qualcuno dall’infermeria.
(Fonte Sportmediaset)

