Gli inizi nel settore giovanile del Napoli con tanto di fascia da capitano sul braccio, i goal a raffica in Youth League, una lunga serie di prestiti, un grave infortunio e poi finalmente la continuità.
Gennaro Tutino a quasi 27 anni sembra avere raggiunto la maturità tanto da convincere il City Group a scommettere su di lui, portandolo a Palermo durante il mercato di gennaio 2023 nonostante l’esperienza non proprio esaltante a Parma.
Tutino è un giocatore eclettico, nato come esterno, oggi gioca prevalentemente in attacco come prima o seconda punta. Non esattamente un animale d’area di rigore, dato che predilige partire da lontano per sprigionare tutta la sua velocità in progressione e puntare la porta avversaria.
Una carriera, la sua, finora spesa soprattutto in Serie B dove ha vissuto gli anni migliori tra Cosenza e Salerno. In mezzo una manciata di presenze in Serie A col Verona senza goal. Forse meno di quanto ci si aspettava da un talento come il suo, per un ragazzo spesso frenato da problemi fisici ma anche da un carattere difficile da domare.
E dire che, da piccolo, Tutino avrebbe potuto e in parte voluto imboccare tutta un’altra strada…
“Ho fatto danza classica per tre anni, esibendomi anche in tre saggi al San Carlo; da piccolo amavo particolarmente la danza e ballavo con passione. Sognavo di partecipare ad ‘Amici’. All’età di 11 anni ho dovuto scegliere tra il ballo e il calcio e ho scelto il secondo, perché era il mio amore più grande e non me ne pento sicuramente”.
A raccontare l’altra sua grande passione è stato lo stesso Tutino, che da bambino ha a lungo inseguito il sogno di esibirsi sul palco del noto talent-show condotto da Maria De Filippi. Una passione, quella per la danza, coltivata dai cinque agli undici anni anche grazie a mamma Loredana prima di capire che il suo futuro sarebbe stato su un campo da calcio e col pallone tra i piedi.
Tutino, insomma, ha preferito l’ex ‘San Paolo’ al teatro ‘San Carlo’ anche se il debutto col Napoli alla fine non arriverà mai.
Entrato nel settore giovanile della nuova società targata De Laurentiis, Tutino attira l’attenzione di tutti nel 2013 quando in Youth League segna a raffica: 5 goal in 6 partite contro il meglio del calcio europeo. Borussia Dortmund, Arsenal, Marsiglia. La Primavera azzurra strappa così uno storico pass per gli ottavi di finale mentre su Tutino mettono gli occhi tanti grandi club.
Tra loro l’Inter ma anche United e City oltre che, come raccontato da Tutino, la Juventus con Marotta che prova a convincere il giovane attaccante. Senza successo.
“Il mio procuratore mi disse che c’era una squadra inglese che mi voleva poco tempo fa. E poi una volta Marotta mi chiamò, quando io ero in scadenza. Mi disse che se il Napoli non mi avesse prolungato il contratto avrei potuto firmare con la Juventus. Poi la società mi propose un triennale e io non esitai neanche un secondo, volevo restare in azzurro. Mio padre mi portava allo stadio quando il Napoli era in Serie C, andavo nei distinti. Ho un fratello ultrà, siamo una famiglia di tifosi”.
“Gli anni a Napoli sono stati fondamentali, mi hanno fatto crescere tantissimo, sia umanamente sia calcisticamente. Ricordo in particolare le mie tre più importanti guide: Gennaro Sorano, Nicola Liguori e Giampaolo Saurini. Nel corso degli anni, molti mister hanno contribuito alla mia crescita, ma loro tre sono stati essenziali e li ricordo con grande affetto”.
Tutto vero, tutto bello. Tutino però come tanti ragazzi della sua età alza un po’ troppo la testa. Il talento non gli manca, quello è certo, nulla che giustifichi comunque certi atteggiamenti indolenti da ‘primo della classe’ che rischiano di bruciargli la carriera ancora prima di iniziare.
Il Napoli, allora, decide di mandarlo in prestito lontano da casa: la destinazione è Vicenza, sembra l’occasione giusta per decollare verso i grandi palcoscenici che sogna ma la sfortuna presenta subito il conto. All’esordio assoluto, in Coppa Italia, il ginocchio di Tutino fa crack: rottura del legamento crociato e stop di sei mesi. Una botta durissima.
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“L’infortunio è arrivato nel periodo peggiore. Mi trasferii in una piazza importante come Vicenza, con la fortuna che poi ci fu il ripescaggio e mi ritrovai in Serie B alla mia prima esperienza. Purtroppo, però, mi sono rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio destro e quest’infortunio, insieme ai miei errori, mi ha fatto perdere almeno un anno e mezzo”.
A gennaio cambia squadra, trasferendosi sempre in prestito al Gubbio. Gioca poco, segna meno. Tutino non riesce a ripartire. Il fondo viene toccato ad Avellino, dove in sei mesi scende in campo solo una volta. Da promessa del calcio italiano a desaparecido. I giorni in cui le big del calcio europeo se lo contendevano sono lontani. Lontanissimi.
“La colpa è stata mia, ero giovane, pensavo che tutto fosse facile e non avevo ancora la serietà e la maturità necessarie per entrare a far parte del mondo dei grandi. Dopo quella esperienza, ho capito che devo faticare e impegnarmi costantemente per far bene e guadagnarmi un posto in campo, con tanto lavoro e spirito di sacrificio”.
LA RINASCITA A COSENZA
Tutino cambia ancora, lascia Avellino e si trasferisce a Bari dove finalmente capisce che se vuole sfondare il talento, forse, non basta. Stop ai colpi di testa fuori dal campo, ma solo tanto lavoro. E grande attenzione a ogni dettaglio. Tutino, la cui golosità è nota a tutti, rinuncia perfino alla pizza.
“Prima non curavo questi aspetti, ora sono diventato molto pignolo in questo. L’alimentazione è uno degli aspetti di quell’essere professionista a cui prima non ero attento. Un professionista se vuole rendere al massimo deve curarsi, deve stare bene fisicamente e l’alimentazione insieme al riposo è la cosa più importante”.
La svolta definitiva nella stagione 2017/18 quando, dopo una breve parentesi con la Carrarese, arriva la chiamata che gli cambia vita e carriera dal Cosenza. Fondamentale è anche la figura di Arianna, giovane studentessa conosciuta nel 2012 che diventerà sua moglie.
Il tecnico Braglia, intanto, avanza Tutino di qualche metro spostandolo nel ruolo di seconda punta. Una mossa che si rivela azzeccata sia a livello personale che di squadra. Tutino chiude la sua prima stagione in Calabria con 7 goal in 27 presenze in campionato a cui vanno aggiunti 4 goal e 4 assist in 9 presenze ai play off che regalano al Cosenza la promozione in Serie B dopo 15 anni di assenza.
Sempre a Cosenza, Tutino realizza quello che ancora oggi resta il goal più bello di tutta la sua carriera. E lo fa in un’occasione decisamente particolare, ovvero nella gara contro il Venezia che sancisce la matematica salvezza in Serie B, con una splendida rovesciata su assist di un altro giovane talento sfornato dal Napoli come Palmiero. Una prodezza che conferma tutta la qualità di un ragazzo baciato dal Dio del pallone.
LA PARENTESI IN A, L’EXPLOIT A SALERNO
Nel 2019, rientrato a Napoli, per Tutino passa finalmente il treno che porta in Serie A. Lo cerca il Verona, allora allenato da Ivan Juric. Sembra la grande occasione ma in realtà le cose andranno molto diversamente da quanto sperato: 7 presenze (di cui una in Coppa Italia) e zero goal prima dell’addio a gennaio, destinazione Empoli.
La parentesi a Verona resterà così uno dei rimpianti della carriera di Tutino che incassa l’augurio di Juric.
“Gennaro ha tutto per giocare in Serie A, se non sbaglio Aglietti aveva detto che sarebbe stato meglio giocasse ancora in B, secondo me aveva bisogno di fare ancora esperienza. Mi dispiace non aver inciso su di lui, ma sono sicuro arriverà in Serie A”.
Previsione che, fino ad oggi, non si è avverata. Tutino, dopo aver lasciato anche Empoli, vive infatti la sua migliore stagione ancora in Serie B con la maglia della Salernitana realizzando 13 goal decisivi per la promozione dei campani. Al termine della stagione però Tutino rientra di nuovo al Napoli, con cui le strade si separeranno definitivamente nell’estate 2022 quando gli azzurri lo cedono al Parma.
Il sogno di giocare nel vecchio ‘San Paolo’ con la maglia del Napoli è ufficialmente tramontato.
LA SCOMMESSA DEL PALERMO
Il Parma investe su di lui quasi 7 milioni di euro, convinto di aver messo le mani su un giocatore di categoria superiore. Tutino però in Emilia non riesce a ripetere le prestazioni offerte a Salerno. Un po’ per demeriti suoi, un po’ per un equivoco tattico che lo vede spesso schierato come esterno offensivo, ruolo che lo tiene troppo lontano dalla porta avversaria.
Così, a gennaio 2023, a concedere un’altra occasione a Tutino è l’ambizioso Palermo del City Group. Sulla carta, in realtà, viene acquistato come alternativa al bomber rosanero Brunori ma in poche settimane trova sempre più spazio giocando spesso titolare.
A nemmeno 27 anni, d’altronde, il tempo per tornare a danzare sul palcoscenico della Serie A c’è ancora. La qualità, invece, non è mai mancata.
Sono Alessandro Bertolino, appassionato di calcio sin da piccolo e grandissimo tifoso.

