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Dybala e Abraham risollevano la Roma: il tandem che regala gioie e punti a Mou

Paulo Dybala sinonimo di qualità, e quando oltre a lui anche un altro componente comincia a fare la differenza succede quel che si è visto in campo. E’ proprio quello che si è verificato ieri sera all’Olimpico, dove la Roma si è sbarazzata della Fiorentina con il più classico dei due a zero.

 

Senza strafare, ma controllando la partita. Non rischiando nulla, ma accelerando nei momenti opportuni, facendo prevalere il maggior tasso tecnico della propria squadra. E quando lì davanti hai un certo Paulo Dybala, c’è la certezza che prima o poi qualcosa possa accadere.

 

 

 

 

 

 

 

Il momento chiave arriva verso la fine del primo tempo, dopo che la Fiorentina era rimasta in dieci per l’espulsione (sacrosanta) di Dodò per doppia ammonizione. Fino a quel momento la Joya aveva faticato a trovare la posizione giusta in campo, risultando poco incisivo negli ultimi metri. A un certo punto lui e Abraham si avvicinano e cominciano a parlarsi, rigorosamente con le mani davanti la bocca per non far capire alle telecamere cosa si stessero dicendo.

 

Passano pochi secondi, e i due confezionano la giocata per il gol del vantaggio: Tammy smorza un lancio lungo di Celik con un pregevole colpo di petto che si trasforma in un cioccolatino per Dybala, l’argentino si coordina alla perfezione e al volo calcia potente, trovando anche una leggera deviazione, Terracciano riesce solo a sfiorare e la palla gonfia la rete.

 

Nella ripresa la Roma, nonostante il vantaggio e la superiorità numerica, non cambia il tema tattico della sua partita, preferendo gestire l’uno a zero, restando compatta dietro e non concedendo nulla alla Fiorentina. Fino a quando Abraham non si inventa una bella giocata sulla destra, scappando via al diretto avversario e servendo un assist al bacio per Dybala, che sul secondo palo chiude la partita con il suo solito sinistro chirurgico.

 

L’Olimpico fa festa, e si evita finalmente la sofferenza degli ultimi minuti. La Roma vince ancora: sette punti in tre partite (per niente facili) dall’inizio del 2023 sono un bottino importante che permette ai giallorossi di restare attaccati alle grandi del campionato, e di portarsi a meno quattro dal secondo posto, occupato da un Milan in affanno.

 

Ora la parola d’ordine deve essere “continuità”. La Roma deve per forza mantenere questo ritmo se vuole provare a salire sul treno Champions (ancora non raggiunto, e distante tre punti) e non scenderci più. Abraham ha dato segnali di risveglio, ora tocca a Zaniolo e Pellegrini cambiare marcia. Solo così la Roma potrà pensare di essere davvero pronta a diventare grande.

Sono Alessandro Bertolino, appassionato di calcio sin da piccolo e grandissimo tifoso.

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