Entro la fine del mese, la questione relativa ad Antonio Conte sarà risolta, in un modo o nell’altro, e l’Inter conoscerà il suo allenatore. Ne è sicura La Gazzetta dello Sport che spiega come per l’Inter l’allenatore leccese resti confermato. È questa la mossa del club in attesa dell’incontro tra il tecnico, l’ad Giuseppe Marotta e il presidente Steven Zhang. Ma appare difficile che l’esito sia diverso da un addio: Conte è ai saluti, troppo ampia la differenza di vedute tra lui e i dirigenti nerazzurri. Resta da capire come si saluteranno le parti dopo l’incontro di martedì. Il nodo è soprattutto di natura economica: Conte, per il quale l’Inter non ha potuto beneficiare del Decreto Crescita, guadagna insieme al suo staff 13,5 milioni di euro netti a stagione fino al 2022, ciò significa un esborso da 47 milioni lordi per il club. Una cifra che rende impossibile l’esonero, per altro mai davvero considerato dalla società anche dopo le dichiarazioni di Colonia. Da capire se Conte si dimetterà o se ci sarà un accordo tra le parti (soluzione più probabile). Improbabile invece che ci siano strascichi legali.
RAGIONI DELL’ADDIO – E i motivi dell’addio? Conte non si è mai sentito protetto mediaticamente. Il feeling con Marotta, che lo ha voluto all’Inter, oggi non c’è più, quello con Ausilio non c’è mai stato. L’unico dei dirigenti che sente davvero vicino è Oriali, arrivato grazie a lui e dunque anche lui al momento da considerare in bilico. La dirigenza, dal canto suo, non si riconosce in questa ricostruzione e pensa che il vero nodo sia il mercato. Conte vorrebbe una campagna acquisti come della dell’anno scorso, cosa che il club difficile può garantire per la crisi post Covid. Sarebbe dunque clamoroso che un vertice possa ricomporre una frattura così profonda.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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