World Rugby ha proposto alle Federazioni ovali di rivoluzionare il gioco: per tornare presto in campo, garantendo però la sicurezza dei protagonisti.
Ma se è vero che questa disciplina negli ultimi anni ha regolarmente anticipato i tempi rispetto agli altri sport l’ultima idea lascia tutti un po’ perplessi: limitare i contatti del 50%, che è poi l’obiettivo dei padroni della palla ovale, rischia di trasformare il rugby “in un’altra cosa”, come dice Sergio Parisse.
Da un emisfero all’altro è arrivata una serie di “no, grazie”: Sudafrica, Francia, Nuova Zelanda, Irlanda. Tutti contrari.
L’Inghilterra ha detto che ci vuole pensare, forse perché il presidente di World Rugby – Bill Beaumont – ha vestito per tanti anni la maglia bianca con la Rosa di Lancaster: ma difficilmente sarà d’accordo, e così l’Italia. “Sarebbe come andare in discoteca senza ballare”. La questione dovrà essere risolta prima del riavvio dei campionati, ma il punto è proprio questo: quando si ricomincia? Qualcuno ipotizza una ripresa del Sei Nazioni ad ottobre, ma ci sono buone ragioni per credere che non se ne parlerà prima del 2021.
Alcune delle regole che World Rugby vorrebbe “sperimentare”? Ad esempio, niente ripetizioni della mischia: se al momento dell’ingaggio qualcosa non funziona, allora si passa direttamente ad un calcio di punizione.
Oppure, no all’opportunità di chiedere una mischia al posto di una punizione, di un calcio libero o quando l’attaccante viene trattenuto con la palla in area di meta. Massima severità nei placcaggi ‘alti’, per evitare il contatto tra i volti dei giocatori. Bandito il ‘choke tackle’, con l’arbitro che chiama il placcaggio o la maul.
Introduzione di un cartellino arancione per potenziali falli da espulsione da verificare: se alla verifica del Tmo meritava il rosso, l’atleta non rientra in campo; altrimenti, ricomincia a giocare dopo 15 minuti. Se il giocatore non utilizza il pallone a disposizione, dopo che l’arbitro l’ha invitato a farlo, è calcio di punizione (e non più mischia). In caso di ruck, il tempo per usare il pallone scende da 5 a 3 secondi. Viene ridotto il numero di rugbisti che possono restare o unirsi in una maul.
(Fonte La Repubblica)

