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Inter, altra sfida per Conte: Riuscire a trovare un ruolo ad Eriksen negli undici titolari

Vive nel limbo, Antonio Conte, come tutti gli italiani costretti a casa dalla pandemia. Il suo posto di lavoro (la Pinetina) ha i cancelli sprangati ma, pure a distanza, si adopera – insieme allo staff – per far sì che la squadra arrivi con i motori non troppo arrugginiti quando si potrà ripartire. Un allenatore, lo dice la parola, per prima cosa ha il compito di allenare e questo, evidentemente, Conte non lo può fare. Però in dote gli è stato lasciato un bel rompicapo che gli ha reso un po’ meno insipide queste settimane di reclusione domiciliare forzata: trovare una collocazione tattica a Christian Eriksen. I problemi del danese sono stati accentuati da una condizione fisica deficitaria e dall’essersi trovato catapultato in un calcio nuovo, per giunta in una squadra sincronizzata come un orologio dove però non era previsto un giocatore dalle sue caratteristiche. Ci fosse stato ancora Luciano Spalletti all’Inter, probabilmente per Eriksen ci sarebbero stati meno problemi di apprendistato, considerato che nel 4-2-3-1 il ruolo di sottopunta è quello da lui prediletto. Che per Conte avere Eriksen poteva rappresentare, non un problema (i giocatori di classe non devono mai esserlo per i bravi allenatori), ma una sfida si era già intuito dalla preferenza per Arturo Vidal, che si sarebbe calato come un soldatino nel 3-5-2 dell’antico maestro. Problema è che a gennaio, pure dopo l’esonero di Valverde, il Barcellona non ha voluto nemmeno iniziare a trattare la cessione del cileno. 

Redattore, appassionato di calcio italiano ed estero... Curo e seguo con molta attenzione tutti i migliori campionati esteri.

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