Osservando i preparativi per il Gran Premio d’Italia di F.1 2019
Si parlava qualche anno fa del futuro della F 1 con i dirigenti di alcuni Autodromi italiani ed europei. Era chiaro a tutti che la F 1 sarebbe diventata un pacchetto turistico e per la mentalità di chi è appassionato di corse automobilistiche questo “nuovo format” non è il massimo.
Al turista – spettatore viene proposta una grande varietà di attrazioni, quasi tutte molto lontane dagli sport motoristici, in questo contesto il vero appassionato si chiede:” Ma esiste ancora una corsa?”
Si è tanto lavorato per creare il “turista della F1”, si è tanto lavorato dal punto di vista finanziario, si lavora molto per educare i giovani, che cominciano a seguire le corse automobilistiche, alla mondializzazione, alla globalizzazione, al relativismo, a non avere uno spirito critico, ma per quanto riguarda la spettacolarità delle corse di F1, che da anni ormai sono abbastanza noiose, si è forse lavorato? E davvero parecchio potrebbe essere fatto per la spettacolarità della F1, è sufficiente un po’ di creatività. Probabilmente non si vuole rendere spettacolare la corsa, il divertimento deve essere fornito da altre offerte.
In questo format il pilota, considerate anche tutte le componenti elettroniche, non ha più una sua identità, come non ha più identità la corsa. E ci sono degli studi per poter organizzare le gare … senza pilota.
Stiamo vivendo in un periodo di fortissima crisi sociale e quindi una domanda sorge spontanea:” Può avere un significato sportivo che quantità enormi di denaro siano disperse? E soprattutto ha significato una F 1 lontana dalla sua storia, lontana dalle sue tradizioni, sempre più lontana dai cuori degli appassionati?”
Viene data troppa importanza all’alta finanza e si abbandonano storia e tradizioni sportive. Pertanto, anche se Ecclestone ha avviato la F1 su questa strada esclusivamente finanziaria, che, per il momento, appare senza ritorno, comunque va ricordato che era attento all’identità della corsa, almeno un po’ …, quindi anche Ecclestone ci manca.
Concludo, ricollegandomi a quanto ho già espresso sull’educazione dei giovani, che vengono istruiti a non avere uno spirito critico, devono accettare e ancora accettare tutto quello che viene proposto, ma è meglio che non accettino la persona che pensa.
Per fortuna in F1 c’è qualche pilota che pensa e soprattutto ha il coraggio di parlare anche contro Liberty media, se necessario, Sebastian Vettel ha denunciato il fatto che vengono privilegiati i circuiti che pagano di più.
“E’ importante portare la F1 dove c’è passione per questo sport” ha affermato Vettel.
Daniela Asaro Romanoff

