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Inter, dopo solo due giornate Spalletti perde le sue certezze tattiche: ora basterà Nainggolan?

In casa Inter è già tempo di processi: una sconfitta e un un pareggio hanno spazzato via le illusioni di un mercato che non ha risolto il cronico problema in mezzo al campo e per smorzare l’entusiasmo della sua tifoseria.

Sportmediaset analizza i problemi nerazzurri e riporta che dopo la sconfitta col Sassuolo e i due gol presi dal Torino, il pareggio ha il sapore della sconfitta: non prendere Modric non è stata una colpa, l’errore è stato non investire su un centrocampista che dettasse i tempi, suggerisse l’appoggio a Brozovic, creasse (o provasse a farlo) la superiorità numerica e alleviasse la solitudine autolesionistica di Icardi. Il Rafinha dello scorso finale di stagione, giusto per fare nomi.

L’Inter è squadra muscolare, ma il campo non è un ring. L’Inter è squadra che fa dell’atletismo la sua anima portante, ma quando la condizione fisica è approssimativa i limiti diventano una sentenza.

E poi quale è, oggi, l’assetto che ha in mente Spalletti? Difesa a tre? A quattro? Due esterni alti a sostegno di Icardi? Un trequartista alle sue spalle? E quali gli interpreti? Anche il tecnico nerazzurro ha le sue responsabilità: scrive sempre il portale sportivo che se la squadra è sulle gambe dopo 45 minuti, se non reagisce di fronte alle difficoltà, se non ha certezze tattiche dietro cui corazzarsi nei momenti critici, qualche interrogativo deve porselo anche chi siede in panchina.

Dopo il flop col Toro, restano gli errori individuali (Handanovic), si evidenziano le scommesse perse (Dalbert) e si ripropongono gli interrogativi su una mediana incompleta (Brozovic da solo non basta a dare ordine, disciplina e geometrie).

Basterà Nainggolan a risolvere i problemi? Forse. Di certo non basta Keita, buttato nella mischia in un ruolo non suo al posto di Lautaro a cui per inciso non si capisce cosa abbia significato concedere 150 secondi di partita.

Crescerà l’Inter, non può essere altrimenti, crescerà la condizione di Perisic e pure quella di Vrsaljko. Così come migliorerà l’intesa tra Skriniar e De Vrij, magari scegliendo Miranda come terzo compagno di difesa.

Ma intanto resta quel misero punto in classifica, restano i tre gol incassati in due partite e tutti gli interrogativi che hanno sbriciolato convinzioni e presunte certezze.

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