Passi per Benevento-Genoa, che si gioca sabato alle 18 e che è ininfluente sia per i campani che il Grifone, già retrocessi e salvi.
Però il polverone s’è alzato per la mancata contemporaneità delle partite tra Juventus e Napoli, ora ininfluenti per quel che sarà del campionato di Serie A 2017/2018. Ma mica ci si gioca solo il massimo alloro, ci sono fior di obiettivi ancora in palio e pure importanti.
Due posti in Champions League, per esempio: ad oggi, alla penultima giornata di campionato che si terrà tra il 12 e il 23 maggio, l’Inter sfiderà il Sassuolo sabato sera alle 20:45, la Lazio andrà invece a Crotone domenica alle 15 e la Roma giocherà nel posticipo serale in casa contro la Juventus.
Perché? Giocare prima, teoricamente, dà il vantaggio di mettere pressione.
Di costringere l’altro a conquistare un’eventuale vittoria, quando magari in contemporaneità avevi il cervello sul campo e un orecchio alla radiolina con la speranza di un pari. In caso contrario, il vantaggio è di chi gioca dopo, ovvero quello di non dover attaccare all’arma bianca, puntando magari a un pareggino tranquillo per raggiungere l’obiettivo.
Non solo Champions, chiaro. Perché Atalanta-Milan si giocherà domenica alle 18, mentre la Fiorentina sfiderà il Cagliari alle 15.
Una contemporaneità che sarebbe necessaria, visto che eccezion fatta per Juve e rossoneri, che peraltro giocheranno l’una alle 18 e l’altra in serale, non c’è un impegno in corso extra per nessuna di queste squadre.
Non può vincere lo spezzatino, perché vantaggi e svantaggi rischiano di non rendere democratico questo finale di stagione.

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre


arnaldo ricci
08/05/2018 at 21:31
Giocare prima, contrariamente a quanto si continua a sostenere, non è un vantaggio, anzi, chi gioca dopo ha il vantaggio di conoscere già il risultato acquisito dall’avversario. Ergo: può pianificare in anticipo le strategie opportune per conseguire il risultato necessario alla squadra. Conoscere, prima di “combattere”, le posizioni occupate dal “nemico”, è sempre stato un vantaggio, pensare il contrario è sinonimo di scarso senso tattico… o patetico piagnisteo!
Raffaele La Russa
08/05/2018 at 21:35
Salve, grazie per aver espresso la sua opinione, che sicuramente è condivisibile, ma che ancora questa tesi non è scientificamente dimostrabile in quanto è plausibile che chi gioca prima non conosce il risultato dell’altro e con un risultato favorevole può mettere pressione a chi gioca dopo.
arnaldo ricci
08/05/2018 at 21:49
Nel calcio, fortunatamente, non c’è niente di scientifico; conoscere già il risultato è, però, un punto fermo importantissimo. La forza di una squadra, come tutti sappiamo, non si misura solamente sul piano tecnico-tattico, ma soprattutto a livello mentale.