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editoriali

Siamo tutti moviolisti dipendenti o ce la facciamo ancora a giudicare il calcio con i nostri occhi?

I commentatori televisivi, le seconde voci, gli opinionisti tv oramai fanno parte del grande spettacolo del gioco del calcio e la loro forza interpretativa degli episodi controversi spesso – per non dire sempre- influenza notevolmente lo spettatore.

Quest’ultimo è sempre pronto a prendere per Vangelo e – a farla propria – la loro opinione soprattutto quando è favorevole alla propria squadra del cuore mentre tende a cambiare canale alla ricerca di pareri contrari ma pur sempre favorevoli o comunque capaci di gettare qualche ombra quando la propria squadra non ha goduto del privilegio del commentatore.

In sostanza: non guardiamo e non giudichiamo più il calcio con i nostri occhi ma aspettiamo sempre di vedere cosa ne pensano gli altri e formare il nostro convincimento sulla base del loro che riteniamo più autorevole anche quando questi commenti – a volte – rischiano il grottesco.

Ieri sera, ad esempio, durante la gara Real Madrid-Bayern a fronte del nettissimo ed incontestabile fallo di mano di Marcelo in area abbiamo sentito il telecronista affermare …”aspettiamo per vedere cosa ne pensa Cesari” conferendo in tal modo al predetto ex arbitro un potere decisionale assoluto di verità.

Per amor di cronaca, ricordiamo che qualche settimana fu lo stesso Cesari  – con un fermo immagine inequivocabile del contatto Benatia-Vasquez  – a sancire il “nettissimo intervento regolare di Benatia” apparso regolare solamente a lui e non all’intero mondo del calcio.

La tecnica è diversa: c’è chi durante la telecronaca non se la sente di affermare immediatamente il proprio pensiero e allora anche di fronte all’evidenza più spietata si lancia nel proverbiale “potrebbe starci il fallo da rigore” oppure c’è chi preferisce “rivedere l’immagine nell’intervallo” delegando ad altri la responsabilità del commento.

Infine c’è la tecnica del gruppo: ovvero dell’episodio se ne parla in tanti con il primo commentatore che farfuglia mezza parola e gli altri poi a supportarlo e imbastire una discussione.

I nostri fine settimana sono pieni dei commenti sugli episodi controversi e da un canale all’altro non si fa altro che sentire le opinioni più disparate.

Inter-Juventus

e Fiorentina-Lazio

di qualche settimana fa sono stati l’emblema del potere indiscusso di questi nuovi signori del calcio nostrano.

Vogliamo parlare di quando, poi, ci spiegano il in diretta il regolamento del gioco del calcio?

Arrivano a sciorinarci un sacco di parole a volte contorte per “tentare di spiegare” perchè l’arbitro ha deciso in una maniera anzichè in un’altra.

Peccato che, però, in quelle –  rare  – volte che Rizzoli o qualche arbitro spiega lo stesso episodio regolamentare (ad esempio sull’uso del VAR) la spiegazione è diamentralmente opposta a quella da loro fornita in telecronaca diretta (classico caso un fallo da rigore subito dal povero Astori in Fiorentina-Atalanta additato da Rizzoli come “classico esempio Var” ma in diretta fatto passare come un normale contatto in area).

Spesso, in caso di episodio che all’occhio “normale” appare di chiara leggibilità, sentiamo opinioni diverse passando da un canale a un altro oppure passando da un giornale ad un altro.

Perchè ciò avviene? perchè un episodio facile diventa “controverso”?

Il dubbio sorge spontaneo: E se per caso i loro pareri fossero artatamente discordanti per creare audience alle loro trasmissioni?

E’ possibile questa ipotesi secondo voi,cari amici?

Qualche tempo fa, i più anziani di voi ricorderanno un processo al mitico Aldo Biscardi, denunciato per diffamazione dagli arbitri.

Sapete quale fu la sua difesa? Disse più o meno così: il “processo del lunedi” funziona come un teatrino con il classico “ruolo delle parti” in cui ogni giornalista recita un suo ruolo e alimenta la discussione – e le urla – sostenendo tesi assurde ede inveritiere ma capaci di aizzare e alimentare un dibattito coinvolgendo sempre più persone.

E le urla e il parlare tre/quattro persone per volta fa parte del teatrino perchè…altrimenti la gente a casa capisce quel che si dice….e cambia canale!

Ma possibile che ora noi non riusciamo a fare a meno delle loro opinioni?

Possibile che non riusciamo più a farci un’idea di un episodio dubbio con la naturalezza e la neutralità degli occhi di un appassionato di calcio senza che tutto passi dal loro tritacarne?

Noi non conosciamo la risposta, ovviamente, ma un invito sentiamo di farlo a chi ama il calcio: giudicate con i vostri occhi e con le vostre competenze senza lasciarvi influenzare dalle opinioni – seppur autorevoli – di chi commenta il calcio.

 

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