Apre le danze il talentino Barrow, raddoppia Cristante nella prima frazione. Ilicic – al rientro – mette il sigillo, inutile il gioiello di Veloso: finisce 3-1.
L’Atalanta continua a correre. Nella bagarre per l’Europa, infatti, i nerazzurri di Gasperini mantengono il passo superando 3-1 il Genoa di Ballardini; sconfitta in agrodolce per i rossoblù che, in virtù dei risultati degli altri campi, conquistano la matematica permanenza nella massima serie.
PRIMO TEMPO – Gasperini conferma Barrow come terminale offensivo, per il resto vanno in campo i titolarissimi: Castagne è preferito ad Hateboer, Ilicic recupera ma si accomoda in panchina. Manca Laxalt nel Genoa, al suo posto Migliore; davanti conferma per Medeiros in appoggio a Lapadula. Nei primi minuti un rapido botta e risposta fa presagire una gara divertente: prima Gomez non arriva puntuale all’appuntamento con un cross effettuato dalla destra da Castagne, poco dopo è Medeiros a costringere Berisha alla smanacciata in angolo. L’Atalanta sale di tono e al 16′ passa: su una spizzata, Barrow brucia sul tempo Rossettini e si presenta a tu per tu con Perin, fulminandolo con un rasoterra. Sulle ali dell’entusiasmo, i nerazzurri macinano gioco ed il raddoppio non tarda ad arrivare: el Papu riceve, converge e offre un cioccolatino sulla corsa per Cristante: sinistro ad incrociare e 2-0 che, di fatto, chiude la prima frazione dopo soli 22′.
SECONDO TEMPO – Ballardini all’intervallo rileva Bessa e Migliore con Pandev e Miguel Veloso, ridisegnando i suoi con un più offensivo 4-3-1-2; poco dopo va dentro anche Rossi per Medeiros (59′); Atalanta che pare però in controllo. Gasperini concede la standing ovation al giovane attaccante classe ’98, sostituito dal rientrante Ilicic. Proprio lo sloveno, a un quarto d’ora dal suo ingresso, fa calare il sipario sul match alla sua maniera: riceve sul centrodestra, sfida Zukanovic nell’uno contro uno e calcia a giro col suo sinistro centrando l’incrocio opposto. La partita si chiude con l’Atalanta che cala di concentrazione e concede campo: al minuto 81 proprio Veloso – al rientro dopo un lungo stop – disegna una parabola magnifica su calcio piazzato, che regala ai suoi il punto della bandiera.
Conti Giovanni

