Hanno suscitato molto clamore le dichiarazioni di Oddo, tecnico dell’Udinese che, senza molte parafrasi, ha lasciato sottintendere che la partita con il Napoli per lui non conta nulla perchè è meglio… pensare alla prossima dove si gioca una fetta di salvezza.
La sua squadra, reduce da nove sconfitte di fila, non gli lascia speranza e lui si sbilancia ammettendo che: “Non mi importa se dicono che ci scanseremo contro il Napoli, ma andremo al San Paolo pensando al Crotone”.
Così deve averla pensata anche Lopez, tecnico del Cagliari che ieri sera a San Siro hanno sfidato l’Inter solo sulla carta, raccogliendo un passivo di 4-0 con venti tiri in porta subiti e nessuna conclusione verso Handanovic.
Siamo arrivati a sei giornate dal termine in cui ognuno pensa a sè stesso e i valori dello sport vanno a farsi friggere.
Ma è bello e soprattutto giusto assistere a un turnover massiccio, studiato a tavolino in modo da (non) giocare le sfide contro le prime della classe e risparmiarsi, in base a una logica sportivamente assurda, per le partite più alla portata?
Come riporta anche Sportmediaset.it, un modus operandi che anche nelle passate stagioni era stato messo in pratica da qualche allenatore, ma che in questa settimana ha toccato apici di sfrontatezza fastidiosi.
E allora via di turnover, in campo le seconde linee e i giocatori migliori, gli acciaccati e quelli in diffida tra i titolari prudentemente in panchina per preservarli in vista del match salvezza contro i calabresi.
Giusto quindi urlare allo scandalo “scansopoli” ?
Nì. Questo modo di fare è da censurare, va contro lo spirito sportivo e può essere controproducente, basti pensare che la Spal ha fatto punti – giocandosela anziché scansandosi, appunto – contro Inter, Juventus e Fiorentina.
Ma in un certo senso arriva in un momento stagionale particolare con il calendario pronto a rendersi protagonista nelle ultime cinque giornate, soprattutto nella zona caldissima della classifica.
Il turno infrasettimanale da sempre ha creato problemi ad allenatori con una rosa più ridotta in termini numerici e di qualità, ma mai come nella Serie A 2017/18 con ben sette squadre ancora coinvolte nella lotta salvezza (se escludiamo il Benevento, altrimenti otto) saranno gli scontri diretti delle ultime giornate a fare la differenza.
La differenza tra scansopoli e previdenza questa volta è sottile, ma non per questo meno censurabile.
Atteggiamenti con un’attenuante, forse, che colpiscono lo spirito sportivo e rischiano in ogni caso di alterare gli esiti finali in classifica per chi lotta per altri obiettivi.
E allora viva Zenga, tecnico del Crotone alla vigilia del match contro la Juventus capolista: “Un punto fa sempre la differenza, faremo la nostra partita per cercare di ottenere un mattoncino per la nostra salvezza”.

