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Costacurta, bordata contro Acerbi! le sue parole sul Milan e Berlusconi

Alessandro Costacurta, ex difensore del Milan e della Nazionale e attuale commentatore in tv, parla a Il Giornale, dell’attualità calcistica legata soprattutto all’Italia.

Alessandro, la sua storia calcistica racconta un forte senso di appartenenza alla maglia. Cos’è il senso di appartenenza di cui oggi si parla molto?
“Il senso di appartenenza è un bisogno di lealtà, di rispetto. Ora i tempi sono cambiati e quel senso di appartenenza si è perso. Non è colpa di nessuno. È la società che è cambiata”.

È vero che nel calcio è cambiata la mentalità?
“Io giocavo con 15 italiani ed eravamo la squadra più forte al mondo. Oggi mi pare che il Milan abbia un solo italiano titolare: Gabbia”.

Con Sacchi come si è trovato?
“Arrigo Sacchi è stato il Leonardo del rinascimento del calcio italiano”.

Poi la maglia azzurra…
“Io giocavo in Nazionale con Maldini, Nesta, Vieri, Baresi, Del Piero, Baggio, Walter Zenga in porta. C’erano i giocatori più forti del mondo. Oggi nella Nazionale chi potrebbe mai essere considerato tra i più forti al mondo? Forse solo Barella”.

Che presidente è stato Berlusconi?
“Io ne ho avuto uno solo di presidente. Straordinario”.

Mi racconta di lui?
“Berlusconi ha trasmesso a noi l’ambizione. È arrivato in un Milan che da anni andava male. La prima cosa che ci ha detto è stata: Voglio che diventiate la squadra più forte del mondo. Abbiamo pensato che fosse un matto. Poi è arrivato Sacchi e ci ha detto: Diventeremo la squadra più forte del mondo. E noi abbiamo pensato: due matti. Poi sono passati meno di due anni ed eravamo la squadra più forte del mondo. Ha capito chi era Berlusconi? Lui ci ha trasmesso questa voglia che poi è esplosa nei successi”.

Lei conta 59 presenze in Nazionale. Cosa voleva dire la maglia azzurra?
“I momenti più belli della mia vita da calciatore. I tempi sono cambiati. Non capisco la scelta di Acerbi. Ma come? Noi tremavamo prima delle convocazioni. Quando non sono stato più convocato dopo il mondiale del ’98 sono stato davvero male”.

Si è arrabbiato con Zoff che l’aveva messa fuori?
“Ho compreso la scelta. Ma sono stato molto male”.

Ora invece?
“Acerbi non ha avuto rispetto per i compagni di squadra. Avevano bisogno di lui. La squadra aveva bisogno di lui! Lo sai, no? E tu che fai? Dici di no per una questione di orgoglio? Ma che cosa fai?”.

Con Gattuso ci ha giocato. Oggi è il nuovo CT della Nazionale. Cosa ne pensa?
“Scelta condivisibile. Se c’è una persona che può trasmettere valori di appartenenza ai ragazzi è Rino”.

 

Sono Alessandro Bertolino, appassionato di calcio sin da piccolo e grandissimo tifoso.

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