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Lazio, Sarri: “Io esonerato perché troppo avanti. In Arabia solo se mi fanno fumare…”

Chiudere alla Lazio è il desiderio dell’ex allenatore di Juventus, Empoli e Napoli Maurizio Sarri, che lo ha ribadito anche nell’intervista concessa oggi a La Repubblica. “Mi piacerebbe che fosse così”, ha detto il tecnico nato a Napoli, che non esclude però un nuovo addio verso l’estero, pur esprimendo la voglia di rimanere in biancoceleste ancora a lungo, addirittura per essere l’allenatore biancoceleste nel nuovo stadio. 

Quindi lascia nel 2025?
“Non metto limiti temporali, perciò non dipende solo da me”.

Finirà per andare anche lei in Arabia?
“Si può fumare, in Arabia?”.

Sì sì.
“Allora vedremo. Comunque non è una cosa programmabile oggi. Se penso al futuro, mi piacerebbe essere l’allenatore della Lazio al Flaminio. È un progetto in cui Lotito crede, anche se ovviamente vuole delle garanzie: non è che si possa fermare tutto se scavando salta fuori un’anfora”.

Perché l’hanno esonerata un sacco di volte?
“Primo, perché ho fatto un calcio che era troppo avanti. Secondo, perché non sono di facile gestione, anche se in parte mi sono smussato. Ma io sono questo: il giorno in cui diventassi facile da gestire, sarà meglio smettere”.

E lei, alla fine, è felice di quello che ha combinato?
“Sono parecchio contento perché vengo da parecchio lontano. Il Napoli di Sarri sarà ricordato per trent’anni”.

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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