La Champions, il sogno e il grande incubo di lottare fiancheggiando con la paura di perdere. Così Inter e Milan vivranno l’attesa da qui al 10 maggio, quando torneranno a sfidarsi in una doppia semifinale europea 20 anni dopo. I tifosi di entrambe le squadre si dividono in due grandi partiti: da una parte c’è chi non vede l’ora di vivere queste partite; dall’altra chi invece avrebbe fatto di tutto per evitare l’euroderby. La bellezza del calcio è regalare emozioni: nessun altro evento sportivo al mondo saprebbe darne di più intense rispetto a quelle che si proveranno a San Siro tra i prossimi mercoledì 10 e martedì 16 maggio.
Questo è poco, ma sicuro. Poi ci sono altre certezze: chi andrà in finale sabato 10 giugno a Istanbul sarà sfavorito contro il Manchester City campione d’Inghilterra o il Real Madrid campione d’Europa in carica; e non finirà come nell’illustre precedente del 2003. Quando i rossoneri si qualificarono grazie a una regola che ora non c’è più: oltre alle diffide ora cancellate in semifinale (e che invece nel 2003 fecero saltare la finale di Manchester a Nedvev), quella dei gol in trasferta che valevano doppio in caso di parità. Dopo lo 0-0 dell’andata, l’1-1 del ritorno con gol di Shevchenko e Martins il 13 maggio 2003 condannò i nerazzurri a un’altra batosta dopo quelle dell’11 maggio 2001 (0-6 in campionato) e del 5 maggio 2002 (scudetto perso all’ultima giornata allo Stadio Olimpico di Roma): un triplete di delusioni. Indimenticabili, come l’incredibile parata di Abbiati su Kallon a pochi minuti dal novantesimo.
Quella volta l’Inter arrivò seconda in campionato a -7 dalla Juve campione d’Italia e con 4 punti di vantaggio sul Milan, terzo. Tuttavia la squadra di Ancelotti sembrava superiore qualitativamente a quella allenata da Cuper, specialmente in mezzo al campo. Basti pensare alle formazioni schierate:
Abbiati (Dida era infortunato); Costacurta, Nesta, Maldini, Kaladze; Gattuso, Pirlo, Seedorf; Rui Costa; Shevchenko, Inzaghi.
Toldo; Cordoba, Materazzi, Cannavaro; J. Zanetti, C. Zanetti, Di Biagio, Emre, Conceiçao; Crespo, Recoba (Vieri era infortunato).
Ora, almeno sulla carta, c’è molto più equilibrio. Con la sensazione che possa succedere tutto e il contrario di tutto.
SOCIETA’ – Intanto con smartphone e social network il mondo è cambiato, compreso quello del calcio. Finita l’era dei mecenati italiani Massimo Moratti e Silvio Berlusconi, Inter e Milan sono passate a proprietà straniere: Zhang dopo Thohir in nerazzurro, Cardinale dopo Singer e Yonghong Li in rossonero. Quella che non è cambiata (oltre alla telecronaca di Sandro Piccinini) è la passione dei tifosi, pronti a riempire San Siro d’amore e di soldi. Infatti non ci vuole Nostradamus per prevedere un nuovo record d’incassi allo stadio. Zhang e Cardinale già si sfregano le mani al solo pensiero della decina di milioni di euro a testa in arrivo dai botteghini.
Sono Alessandro Bertolino, appassionato di calcio sin da piccolo e grandissimo tifoso.

