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Coppe Europee

Il Napoli continua il suo sogno anche in Europa e stende l’Eintracht

La Champions riparte e gli azzurri battono 2-0 i tedeschi, sbagliando un rigore, varie occasioni in ripartenza, oltre a un gol annullato per un fuorigioco probabilmente evitabile. Il ritorno al Maradona non sarà una formalità e non dev’essere preso come tale, ma la sicurezza dei propri mezzi arriva anche da gare come questa. La differenza è tanta, troppa, non solo dettata dal risultato finale.

 

 

 

 

Nella serata in cui Kvaratskhelia si prende una pausa di 65 minuti, sbagliando il rigore e il possibile due a zero con uno stop non da lui, è Lozano a diventare come Lavezzi, imprendibile in campo aperto, bravo negli strappi e in quasi tutte le giocate. Palo a svegliare dal torpore iniziale, assist per l’1-0 e fotocopia per il 2-0 poi cancellato dal Var. Perché in un primo tempo che poteva finire sul doppio vantaggio, per mezz’ora era stato l’Eintracht a farsi preferire, mentre gli azzurri non riuscivano mai praticamente a sfondare. Lindstrom terrorizzava Olivera, Kolo Muani sembrava l’alter ego di Osimhen, più in palla, con Kim che era costretto a fermarlo con le cattive (rischiando un rigore).

 

 

 

Così il messicano ha trovato i giri giusti per saltare costantemente l’uomo, mentre il georgiano era seguito a vista dai difensori, raddoppiato in maniera costante e affondato dai decibel della Deutsche Bank Park sul rigore, calciato a incrociare e deviato da Trapp in calcio d’angolo. La fortuna del Napoli è trovare ogni volta un jolly dal mazzo, salvo poi avere Osimhen. Perché il nigeriano si fa trovare pronto dove deve essere, sul secondo palo, lievemente più avanti rispetto a Tuta. Un gioco da ragazzi, quasi. Aperta l’ostrica Eintracht incominciano a fioccare le occasioni, soprattutto a inizio ripresa, quando Lozano prima e Kvaratskhelia poi potrebbero raddoppiare: tre ripartenza in un quarto d’ora con la superiorità.

 

 

 

Fino al rosso di Kolo Muani, insomma, tutto bene. Perché il francese è colpevole di un fallaccio su Anguissa, andando sotto la doccia in anticipo. Eintracht in inferiorità ma che prova a chiudersi per avere una partita di ritorno. Peccato che poi Kvaratskhelia ritorni ad avere riflessi maradoniani, ricevendo in area e regalando un tacco da cineteca per Di Lorenzo a rimorchio. Piattone sul palo più lontano e raddoppio, quasi orgasmico per chi veleggia primo in classifica senza grandi problemi in Serie A e verso i quarti di finale di Champions.

 

Nel finale anche Anguissa prova la gloria personale, ma va a pochi centimetri dal palo, pur da terra con il solo istinto a guidarlo. L’Eintracht cerca di ripartire ma non ce la fa, stordito e in dieci, nonostante il supporto continuo del pubblico: solo un tiro di Kamada, tra l’altro da buona posizione, toglie lo zero dalla casella tiri in porta fatti. I dati del possesso palla e delle occasioni sono lì a dimostrarlo: il Napoli può arrivare fino in fondo. E con una classifica così in campionato, probabilmente, può anche essere un obiettivo.

Sono Alessandro Bertolino, appassionato di calcio sin da piccolo e grandissimo tifoso.

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