Della situazione della Juve sappiamo tutto.
Come si espressa e come si esprimerà sul gate stipendi a livello sportivo sarà impattante
Dal punto di vista penale non ci esprimiamo, ma chi ha sbagliato pagherà
Ma alla luce di quanto sta emergendo in questi giorni serve una riflessione più ampia.
Partiamo dall’Inghilterra
Il Manchester City è stato accusato dalla Premier League di aver violato ripetutamente le norme finanziarie federali in più di 100 occasioni e per 14 stagioni.
Le indagini del campionato inglese hanno preso in esame le stagioni tra il 2009 e il 2023.
Ora il caso andrà in mano a una commissione esterna e la sentenza finale verrà pubblicata a tempo debito sul sito della Premier League, come detto nel comunicato ufficiale e come riportato qualche giorno fa da Sky
E se ci aggiungiamo che anche il Psg è attualmente indagato per pagamenti in nero di alcuni suoi collaboratori di primo livello, possiamo tranquillamente affermare che buona parte dell’elite del calcio europeo è attualmente invischiata in situazione che hanno più a che fare con la finanza che col il campo verde.
Normale, se pensiamo ai volumi di denari che il calcio muove
Assurdo se pensiamo ancora al calcio come quello che dovrebbe essere, ossia una competizione sportiva.
E allora forse, è il caso di farsi qualche domanda.
Cosa sta diventando il calcio e come dobbiamo frenare questo sistema.
Togliamo dal campo subito i puristi e i verginelli che vorrebbero il ritorno al calcio di un tempo, fatto di campi sporchi, magliette di cotone e giocatori innamorati solo del calcio.
Saremmo anacronistici. E bugiardi.
Perchè questo calcio, in fondo ci piace. Se non tutto almeno in parte.
Il calcio dei grandi eventi, della fruibilità immediata, in tv o in streaming.
Il calcio dei divi, delle emozioni fatte di catini pieni di colori e di appuntamenti fissi che rendono reali i sogni e non li fanno restare solo sogni.
Però una ridimensione del sistema calcio va fatta pur mantenendo il denaro e la circolazione di esso attorno al calcio un punto cardine, perchè portatore diretto di quello spettacolo che andiamo a ricercare e del quale non possiamo fare a meno.
I massimi organismi dovrebbero però riformulare in nome di una ricollocazione finanziaria reale, e non fittizia, dei proventi che ruotano intorno al calcio e che esso stesso genera,
Inutile cavalcare soluzioni nuove ma già vecchie, come la Superlega che creerebbe anche maggiori introiti ai pochi gia ricchi , ma che impoverirebbe ancor piu il sistema e permetterebbe a chi ha denari di continuare a bruciarli correndo dietro ad un sistema sbagliato alla base
Serve un cambio di prospettiva
Impensabile quindi non ipotizzare un salary cup sugli stipendi.
O sui singoli giocatori o sulla totalità della rosa. Variabile magari in funzione della competizione internazionale alla quale si prende parte.
Da riformulare in toto anche la compravendita dei giocatori.
Rimane forte la sensazione che il processo debba giocoforza passare attraverso un’azzeramento degli spostamenti di denaro fra società in cambio di giocatori, ma con il semplice utilizzo di formule quali lo scambio tecnico e la contrattualizzazione a scadenza di contratto (l’attuale parametro zero)
Unica fonte di sostentamento esterna dovrebbe essere un riconoscimento per la squadra del settore giovanile in cui il giocatore è cresciuto in modo da permettere il sostentamento dei vivai e creare realtà autosufficienti in termini economici anche a livelli piu bassi.
Una piccola rivoluzione, che sembra ancora lontana
Ma chissà che i grandi sconquassamenti che stanno colpendo le big del calcio (non dimentichiamoci di altre situazioni economiche finanziarie problematiche fra le principali compagini europee) possano accelerare il profondo cambiamento che sembra sempre piu necessari
Parola d’ordine per un nuovo calcio:
Punire chi ha sbagliato e poi cambiare il sistema.
Solo così gli errori saranno davvero serviti
chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

