Roberto Mancini parla al Corriere dello Sport e ricorda l’amico fraterno Luca
“Era il migliore di tutti noi”.
Il ct dell’Italia ha dichiarato poi “Ho perso, dopo Sinisa, un altro fratello. Gianluca uomo perfetto e coraggioso. Ringrazio Gravina: lo ha voluto con noi all’Europeo Wembley era nel nostro destino”.
E proprio a Wembley i due hanno dato vita a quell’immagine iconica che rimarrà nella storia. Due amici che hanno condiviso grandi successi in campo che si ritrovano in panchina in azzurro ottenendo una vittoria che rimarrà nella storia del nostro calcio proprio dove, sempre insieme, avevano subito la più cocente delusione da calciatori dopo la quale le loro carriere professionali si erano separate
Un immagine forte in cui già allora ci rendevamo conto del peso e dell’intensità di quell’abbraccio e che ora viene bloccato nell’immaginario di tutti come il simbolo di un rapporto vero e profondo
Mancini ricorda l’ultimo incontro, quello del 29 dicembre a Londra: “Luca rideva, abbiamo scherzato. Gli ho detto che alla Samp prendeva uno stipendio più alto del mio. Il presidente lo pagava più di me. A Mantovani piaceva così”.
“Dopo pochi giorni dall’addio di Sinisa, ho perso un altro fratello. Anzi, un fratellino, come amavo chiamarlo, perché ci siamo incontrati a 16 anni e non ci siamo mai più lasciati. Tutto il cammino insieme. Giovanili azzurre, Nazionale, la Samp, le gioie, i dolori, i successi e le sconfitte.
E poi le due notti di Wembley. In una abbiamo pianto insieme per il dolore e per l’amarezza, tanti anni fa. Nell’altra abbiamo pianto di gioia, come se fossimo stati uniti dal destino, prima della sua scomparsa”.
“Gianluca era il migliore di tutti noi, un centravanti completo, un uomo perfetto e coraggioso.
Ho sperato a lungo che potesse diventare il presidente della Sampdoria, avrebbe aperto una storia meravigliosa come quella da calciatore.
Per me è stato un privilegio essere suo amico e suo compagno di squadra e di vita”.
Mancini guarda al passato quindi, ma sa che quello che ha lasciato Vialli non verrà disperso e trae il meglio dei suoi insegnamenti per il futuro
“Ringrazio il presidente Gravina. Lo ha voluto in Nazionale e ne sono stato felice. Ha avuto un ruolo decisivo per la conquista del titolo europeo. I giocatori lo amavano.
Gianluca ha avuto la forza e ci ha dato un coraggio che non conoscevamo e che lui usava per combattere la malattia tanto da starci accanto fino a che ha potuto”.
“Mando un abbraccio grande alla moglie, alle figlie, ai genitori, ai fratelli e alle sorelle. Saluto un altro fratello, dopo Sinisa, ma con la sua forza andrò avanti per dedicargli qualcosa di importante che io e lui sognavamo da una vita”.
La Coppa del Mondo. Il 2026 sembra lontanissimo. Ma Mancini ora ha un motivo in più per metterla nel mirino
chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

