Una triste notte europea per la Juventus di Massimiliano Allegri, che vede svanire e sgretolare il sogno europeo, interrompendo il discorso champions già con un turno d’anticipo ai gironi, cosa che non succedeva dalla stagione 2013/14, con Antonio Conte al timone.
Un’eliminazione che si protrae come negli ultimi anni, ma in questa annata ancor più prematuramente, ovvero ai gironi, costringendo Agnelli a rinunciare a un bottino che poteva far di certo comodo.
Sogno infranto, con Allegri che si accontenta dell’Europa League, come percepito e dimostrato nel post partita. Non c’è la matematica certezza, ma per la juve sembra a un passo.
Nella orribile serata del Da Luz, si salvano i gioielli 2003 che la lanciato Allegri nel finale, a partita ormai compromessa, ma che improvvisamente si trasforma in impresa plausibile.
Matias Soulè, e sopratutto Iling Junior buttano il cuore oltre l’ostacolo all’arrembaggio di una rimonta che sembrava impossibile, ma che hanno terrorizzato per qualche minuto i portoghesi.
4-1 il parziale al loro ingresso in campo, pochi minuti dopo 4-3: risultato finale è champions infranta.
Iling protagonista di un’assist che è valso il 4-2 siglato da Milik. Pochi istanti dopo altro cross in area, pallone che rimane lì, e Mckennie insacca il 4-3: Da Luz attonito e spaventato, con Allegri che carica i suoi e spera.
Ma niente da fare, cala il sipario su una partita in cui la Juventus ha regalato 1 ora al Benfica, prendendosi la scena con Rafa Silva in vetrina.
Un’ora in cui Bonucci e Cuadrado soprattutto hanno dimostrato di non essere più all’altezza e al tramonto della carriera, senza gioco e carattere da squadra che ha in testa solo un risultato.
Questa è la realtà e la Juventus deve voltare pagina, perchè ha toccato il punto più basso della sua storia, o comunque dell’era Agnelli.
Sono Alessandro Bertolino, appassionato di calcio sin da piccolo e grandissimo tifoso.

