Il calendario dice che sono passati tre mesi da quell’ultima partita di campionato allo Juventus Stadium in cui si celebrava l’ultimo passaggio davanti ai propri tifosi di Chiellini e Dybala.
Il capitano sorridente andava verso la curva godendosi la passerella come merita un campione che capisce che l’avventura è arrivata al capolinea e che ha solo da guardare con orgoglio alla sua carriera bianconera.
Chiellini affianca poi Dybala e lo invita ad unirsi al passaggio sotto la curva, ma per l’argentino la reazione è diametralmente opposta lasciandosi abbandonare ad un pianto disperato e fanciullesco.
Le lacrime di Dybala dicono molto. Spazzano in pochi secondi tutte le voci che fino ad allora erano girate in merito a rilanci sull’ingaggio, commissioni, premi.
La verità semplice e cruda appare per quella che veramente veniva descritta da alcune persone vicine alla società. Ossia che al netto dell’accordo sull’ingaggio, che era evidentemente tutto ancora da trovare, è stata la società bianconera a scegliere di rinunciare a Dybala per seguire altri progetti tecnici.
L’ultima immagine di Dybala allo Juventus Stadium è quella seduto al centro del campo, scalzo, insieme a Vlahovic.
Dicevamo: sono passati solo 3 mesi e qualche giorno, ma sembra una eternità. La fine del campionato, l’addio ufficiale, le voci estenuanti di un possibile accordo con l’Inter, le voci sempre più insistenti di un accordo ormai imminente sempre con i rivali storici. Poi l’arrivo di Lukaku, il raffreddamento della trattativa, il suo abbandono e l’approdo in maglia giallorossa alla corte di Mourinho.
Un giro di giostra che sembrava infinito, al termine del quale l’attaccante giallorosso sembra aver ritrovato la fiducia che sembrava aver perso.
Ora c’è Juve-Roma!
Partita storicamente calda, intensa, vissuta. E quest’anno ha un capitolo in più da scrivere.
Quello del ritorno a Torino di Dybala. Non più scalzo, ma con le scarpette ben allacciate per far male. Non più piangente (crediamo), ma sicuramente emozionato nel rivedere compagni e un pubblico che lo ha amato molto e che nella stragrande maggioranza non ha condiviso la scelta della società.
Ci immaginiamo anche un Dybala carico di voglia di rivalsa, forse non la definiremo vendetta, ma vorrà sicuramente dimostrare che i bianconeri hanno sbagliato a non credere in lui.
La Roma arriva alla sfida davanti alla Juve, da capolista e a punteggio pieno. Sono due sole giornate, è vero, troppo poche per dare giudizi.
Ma manca ancora il timbro di Dybala sul campionato. Manca il primo gol in maglia giallorossa e una eventuale vittoria della Roma sarebbe un segnale chiaro e netto per entrambe le squadre.
Ogni tifoso romanista può sperare in quel presagio del Dio Eupalla di breriana memoria in cui l’argentino può segnare il primo gol in campionato proprio nel suo vecchio stadio.
Ogni tifoso bianconero può sperare lecitamente che il presagio non si avveri e che l’emozione blocchi la Joya ancora troppo bianconera per essere del tutto giallorossa.
chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

