Diciamola tutta: al 31 luglio il Napoli sembrava indietro rispetto a tutte le altre big e i primi dissapori iniziavano a montare fra la tifoseria.
Al 22 agosto tutto sembra svanito.
Si respira un’aria magica ai piedi del Vesuvio.
Da domenica a domenica! in 7 giorni ogni venticello malevolo è stato spazzato via e si respira la fresca brezza che portano i nuovi inizi.
Il motivo è solo parzialmente legato allo sbloccarsi del mercato in entrata con gli arrivi di Raspadori, Simeone e Ndombele (aspettando quello di Navas, per quanto non vada dimenticato Meret), che hanno dato nuova speranza ai tifosi che nel mese di Luglio avevano solo visto uscire big senza che in molti casi ci fosse una sostituzione all’altezza.
L’aria fresca della speranza partenopea arriva dall’est e precisamente dalla Georgia. Terra lontana che al calcio ha dato poco nella sua storia- ma che da domenica scorsa è nei cuori di ogni napoletano.
Kvaratshkeila in due partite ha conquistato tutti. 3 gol, 1 assist, due prove senza paura.
Ok, gli avversari non erano il Real Madrid, ma se l’esordio di Verona era stato un giorno da ricordare per l’ala georgiana, quello di ieri al Maradona è stato debordante.
Il gol col tiro a giro al primo colpo è stato sensazionale.
Ha fatto baciare la palla sul palo lontano, come avesse voluto dare un bacio alla città per consolarla dell’addio di Insigne. ” Da oggi ci sono io, non preoccupatevi” era quello che c’era scritto in quella traiettoria magica.
Il secondo è un numero da attaccante completo. Aggancio, punta il difensore. Finta e controfinta e incrocio su palo lontano. Il tempo di esecuzione è stato minimo: tutto è durato un’attimo. Lo stesso attimo in cui trattieni il respiro subito prima di innamorarsi a prima vista.
Un gol da attaccante vero dicevamo, fatto e finito. Un gol che ricordava quelli che abbiamo visto fare al miglior Milito di Genoa e Inter. Con quel movimento implacabile, che per quanto conosciuto nessuno riusciva a contrastare.
Spalletti ha chiaramente detto che Kvaratshkeila ha ancora tanto da dimostrare e che appena si sarà liberato dal peso dell’emozione del debutto e della responsabilità darà il meglio.
Se fosse vero non sappiamo cosa può aspettarci.
Senza perdersi in osanna troppo alti però va segnalata una cosa. Il giocatore c’è. E ha tutte le carte in regola per non far rimpiangere chi lo ha preceduto.
L’età lascia presupporre margini di miglioramento e se entra in sintonia con la piazza tutto può succedere.
Napoli è capace di esaltare come poche piazze in Italia sanno fare e a differenza di altre è più restia a farti crollare alla prima difficoltà.
Con un Kvara così tutto è possibile.
Per ora gli abbiamo trovato un solo difetto. Il nome. Scriverlo giusto richiede sempre una certa concentrazione. Gridarlo dopo un gol abbiamo sentito ieri che non è semplicissimo. Ma il Maradona sarà ben felice di impegnarsi per farlo nel migliore dei modi.
chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

