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Salernitana, ora si fa durissima perché i nuovi arrivati non incidono più di tanto: Nicola però…

I tifosi della Salernitana, per quanto l’impresa fosse praticamente impossibile, ci avevano un po’ creduto visti i quattro risultati utili consecutivi e l’ottima prestazione offerta contro il Milan

Lo 0-5 contro l’Inter, come scrive Tuttomercatoweb, ha riportato tutti sulla terra e potrebbe costringere a proiettarsi già alla prossima stagione se stasera il Cagliari facesse risultato contro la Lazio.

Ieri sera si è rivista una squadra mentalmente scarica, fisicamente in ritardo e che, fatta eccezione per i primi 20 minuti, ha recitato il ruolo di vittima sacrificale rischiando un passivo ben più corposo. Buona parte della tifoseria continua ad indicare nella vecchia gestione la causa principale dell’ultimo posto, dimenticando però che il successo di Verona aveva proiettato la Salernitana a -4 dalla salvezza con due partite da recuperare. Il mercato di Walter Sabatini andrebbe giudicato in modo maggiormente obiettivo.

Se è vero che in 15 giorni non si possono fare miracoli e che la classifica ha indotto i migliori giocatori a declinare l’offerta, è altrettanto vero che il presidente Iervolino aveva messo a disposizione un budget milionario chiedendo un Instant Team.

Invece sono arrivati calciatori fermi da oltre un anno (Fazio, in questo mese, ha fatto davvero tanta fatica, Perotti non è mai stato titolare), giovani di belle speranze ma del tutto acerbi (Mikael e Bohinen sono tuttora non pervenuti) e calciatori come Dragusin e Verdi nemmeno titolari nelle squadre d’appartenenza.

Se poi aggiungiamo che sono andati via Simy e Gondo (uno dei migliori nel girone d’andata) e che non è stata presa la punta, si può dire che motivi di rimpianto ce ne sono tanti. Ancor di più perchè in estate, senza società e con budget irrisorio, erano arrivati giocatori comunque di buon livello come Strandberg, Ribery, Bonazzoli, Kastanos, Ranieri e Lassana Coulibaly. Quelli che, assieme a Djuric, stanno determinando anche i recenti risultati positivi. Solo Mazzocchi e Sepe sono riusciti a ripagare in pieno, e da subito, la fiducia con prestazioni importanti e di personalità.

Proprio Iervolino è l’unico a cui nessuno può addossare responsabilità. In due mesi ha speso quasi 20 milioni di euro, ha preso un allenatore valido come Nicola, ha puntato su un dirigente nuovo proprio come invocava la stragrande maggioranza della piazza, ha rivoluzionato le strategie comunicative, incontrato l’amministrazione comunale per parlare di stadio e strutture, rasserenato il clima intorno alla Salernitana dopo le tante polemiche legate alla gestione Lotito e acquistato undici giocatori.

Con un presidente così forte economicamente e vincente in ogni attività imprenditoriale, ci sarà un futuro radioso anche in caso di salto all’indietro di categoria. Nell’anno del trust, della partenza in ritardo, del discutibile esonero di Castori, degli infortuni, dei focolai covid, di qualche torto arbitrale (anche ieri manca un rigore, si era sull’1-0) e del cambiamento forse non si poteva pretendere di più.

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