La salvezza della Salernitana, dopo i risultati sfavorevoli dell’ultimo turno di campionato, passa per la disputa delle due gare non disputate
Il legali della Salernitana hanno già vinto le prime due battaglie e sono convinti che, alla fine, le gare contro Udinese e Venezia si giocheranno regolarmente.
La documentazione trasmessa alle autorità competenti, in collaborazione con l’ASL locale, e l’ultimo comunicato emesso dal giudice sportivo, secondo quanto scrive Tuttomercatoweb, non lasciano spazio a dubbi: la società granata, in questo caso la vecchia dirigenza, fece di tutto per scendere in campo ma ci fu un effettivo impedimento.
Riconosciute le cause di forza maggiore, si cercherà ora di accorciare i tempi ma la situazione resta piuttosto ingarbugliata. L’Udinese ha ancora tempo per fare un ricorso e rivolgersi al Collegio di Garanzia del CONI, il Venezia promette battaglia e può contare anche sull’appoggio incondizionato della Lega A che, forse per la prima volta nella storia del calcio, è andata contro una propria società.
Parallelamente il club protesta anche per alcune direzioni arbitrali. “Oggi pesano tantissimo i due rigori netti non concessi contro Spezia e Bologna, mancano 4 punti alla nostra classifica e, con due gare da recuperare, staremmo parlando d’altro”. Dice Sabatini e gli episodi contestati riguardano tutti la gestione Iervolino: i due rigori concessi al Napoli (con annessa espulsione di Veseli per fallo di…petto), il penalty non fischiato con lo Spezia per fallo di mano di Agudelo e il rigore di sabato scorso contro il Bologna prima decretato da Ayroldi e poi cancellato da Orsato al VAR.
Contestualmente è esploso il caso Ribery, situazione che ha diviso completamente la piazza. In tanti hanno già perdonato il fantasista francese ritenendo che la multa basti e avanzi, altri invece ritengono che il capitano non possa dare il cattivo esempio ai giovani a pochi giorni da una trasferta clou come quella di Milano. Ma la dirigenza ha gettato acqua sul fuoco: nessuna rescissione, solo un’ammenda e la mancata convocazione per San Siro dettata, in verità, da motivi fisici e non disciplinari.

