Mourinho a Mediaset – Mourinho, tornato a San Siro a distanza di più di 4000 giorni ha parlato nel post gara contro l’Inter ai microfoni di Mediaset.
Queste le parole dell’allenatore portoghese:
4293 giorni lontano da San Siro da una parte, dall’altra l’eliminazione sul campo. Cos’è prevalsa stasera, la parte emotiva o quella calcistica?
“Sono due cose completamente diverse, ma che possono coesistere. Il modo in cui mi hanno aspettato qui, il signor Zhang, Marotta e Javier (Zanetti, ndr), il fantastico regalo che mi hanno fatto prima della partita… La gente è stata fantastica con me. Sono grato all’Inter e alla gente anche se venuto qui per vincere, con la mia Roma, per la mia gente che oggi è quella romanista. Non siamo riusciti a vincere la partita e lo non posso dimenticare. Ho visto una Roma che ha giocato molto bene, contro una squadra con cui non è facile giocare bene. Nel primo tempo abbiamo avuto due opportunità enormi di fare gol mentre nel secondo tempo abbiamo controllato la palla ma senza creare anche perchè i tifosi dell’Inter sono fortissimi nell’uno contro uno. L’arbitro è stato molto bravo anche se dopo la seconda rete ha cambiato il metodo di giudizio”
Però l’arbitro l’ha ammonita.
“Per il suo curriculum vitae è una cosa bella un’ammonizione a Mourinho”.
Pinto prima della partita ha detto che un ragazzo come Zaniolo va tutelato e che è un bambino d’oro, un’espressione che lei ha usato tempo fa.
“Non parlo più di questa cosa”
Perché?
“Non cambia, è così dall’inizio della stagione e basta. Ho detto che l’arbitro è stato tatticamente molto bravo. Tanti gialli che c’erano non sono stati dati, per noi invece è troppo facile. Dopo il 2-0 la partita è cambiata anche se l’arbitro è stato di qualità”.
Che regalo le hanno fatto?
“Un San Siro bellissimo, uno stadio bellissimo che dice che questa è casa mia e sarà sempre così. Ma non voglio che la gente dimentichi che ora la Roma è casa mia, amo la mia Roma ma sono triste perchè oggi non abbiamo vinto”.

