Ci attende un super sabato di campionato che prevede forti scossoni alla vetta della classifica
Si comincia con Milan-Salernitana, ore 15. Si finisce con Napoli-Atalanta, ore 20.45, dopo essere passati per Roma-Inter (ore 18). Le prime cinque in campo e ben due scontri diretti con Napoli e Atalanta, la prima e la quarta, separati da cinque punti e le milanesi pronte a dare l’assalto al trono di Spalletti.
Contro l’Atalanta sarà un Napoli rivoluzionato negli uomini, mentre Gasperini ha un’occasione grande di rientrare con forza nella lotta scudetto. Un avversario tanto mal ridotto non se lo sarebbe potuto nemmeno sognare. Il che, va da sè, significa che non si accontenterà di salvare la pellaccia, ma proverà a portarsi a casa un trofeo che profuma di scudetto.
Scudetto che rincorrono eccome anche Milan e Inter. Pioli, che ha perso Kjaer e con lui un pezzo importante di esperienza e personalità, farà a meno anche di Ibra, almeno all’inizio, e proverà a superare l’ostacolo Salernitana con Pellegri al centro dell’attacco. I rossoneri hanno la partita più facile ma in certo senso anche la più insidiosa, perché precede di una manciata di giorni la sfida dell’anno contro il Liverpool in Champions e perché tenere la barra a dritta sull’oggi senza pensare al domani non è mai semplice. Anche al Meazza gli assenti sono molti: da Kjaer, appunto, fino a Calabria, Rebic e Giroud. Quattro uomini diversamente importanti, ma importanti.
Quella messa meglio, da questo punto di vista, è certamente l’Inter. Inzaghi dovrebbe recuperare Bastoni, mentre non saranno nemmeno questa volta della partita né De Vrij né Darmian, quest’ultimo sostituito da Dumfries. Davanti, contro l’amico Mourinho, toccherà alla premiata ditta Lautaro-Dzeko. Sul versante opposto, invece, con Abraham fuori per squalifica (out anche Karsdorp, El Shaarawy e Pellegrini), sarà Shomurodov a sostenere il peso dell’attacco. Come per l’Atalanta in chiave scudetto, anche per la Roma la partita ha un peso significativo. Intanto perché i giallorossi non hanno ancora vinto uno scontro diretto, quindi perché la rincorsa Champions passa moltissimo da questa sfida. E perdere questo treno potrebbe voler dire abbandonare ogni speranza.
(Fonte Sportmediaset)

