La Svizzera forse sarà pure contenta di essere eliminata già ai gironi visto il trattamento che le è stato riservato dall’Uefa
Dopo aver giocato a Baku contro il Galles, essere venuta a Roma per giocare con l’Italia, domenica sera a ancora Baku contro la Turchia, partite da vincere a tutti i costi per sperare nel secondo posto in classifica nel gruppo A o quanto meno per sperare nel ripescaggio tra le migliori terze.
Dieci ore (andata e ritorno) verso Roma: 7 mila chilometri di volo imposti alla Nazionale di Vlado Petkovic dall’inedito calendario itinerante della manifestazione, che non ha agevolato le squadre costrette a cambiare sede con più frequenza.
Non è un caso che alle spalle degli azzurri ci sia il Galles, che finora non si è mai mosso dal suo ritiro in Azerbaigian e lo farà solo per l’ultima partita contro gli azzurri, con la qualificazione per gli ottavi di finale però già quasi acquisita.
Evitare i trasferimenti e i cambi di fuso orario è stato sicuramente un vantaggio rispetto agli avversari, per Bale e i suoi compagni.
Alla Svizzera è andata invece molto peggio e chissà se basteranno i due giorni di soggiorno da favola al Bilga Beach per restituire energie ed entusiasmo ai delusi giocatori di Petkovic: partiti con grandi ambizioni e costretti al contrario dopo le mediocri prove contro Galles e Italia ad affrontare la Turchia con l’acqua alla gola.
Della comitiva attesa in tarda serata a Baku non fa parte Sommer: neo papà e autorizzato per questo ad allontanarsi momentaneamente dal gruppo.
La sua presenza contro la Turchia è per il momento molto in dubbio, anche se il portiere farà il possibile per raggiungere in extremis i compagni.
Il momento è difficile e c’è bisogno di tutti, perché solo una vittoria nell’ultima gara del girone (meglio se impreziosita da una goleada) potrà permettere agli elvetici di continuare a inseguire la qualificazione per gli ottavi.
La federazione svizzera si è sicuramente pentita di aver accettato alla vigilia del torneo – senza battere ciglio – il folle piano di viaggio imposto dal sorteggio alla Nazionale di Petkovic: Zurigo-Baku-Roma-Baku-Roma in due settimane.
Il rimborso spese ricevuto dall’Uefa e la possibilità di trascorrere il doppio ritiro in Azerbaigian nella favolosa location del Bilga Beach, infatti, non sono certo sufficienti per ripagare gli elvetici per il danno tecnico subito.
Ma almeno la vigilia della sfida contro la Turchia all’Olympic Stadium di Baku scivolerà via in una atmosfera da mille e una notte, con l’intero resort (con spiaggia privata e piscine) a totale disposizione dei giocatori: lontani 30 chilometri dal caotico traffico cittadino.
Peccato però che la Svizzera non sia in vacanza. Non ancora, almeno, visto che la gara di domenica è l’ultima spiaggia per la squadra di Petkovic: costretta a vincere per non dire addio agli Europei molto prima del previsto. Chissà se nelle lussuose camere con vista sul Mar Caspio – tutte singole e super attrezzate – Seferovic e compagni riusciranno a ritrovare in extremis la giusta ispirazione per battere almeno la Turchia.
Forse è ancora presto per godersi gli ombrelloni e i lettini “offerti” dall’Uefa: come compensazione per accettare i ritmi di un calendario folle e penalizzante.
(Fonte L Repubblica)

