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Milan, l’anno orribile di Pioli: dal primato in classifica al rischio di non qualificarsi nemmeno per la Champions League

La crisi del Milan e di Pioli è preoccupante, figlia di una serie di circostanze che hanno logorato una squadra che era vivace e in grande salute e sembra ora un palloncino che si sgonfia inesorabilmente.

Le cause, come scrive Sportmediaset, sono molteplici: si va dal tabù San Siro, stadio in cui i rossoneri non riescono davvero più a essere padroni, fino all’emergenza continua, la difficoltà evidente di trovare un vice-Ibra, le sconfitte in serie negli scontri diretti e l’incapacità di tenere la porta inviolata. Tutti elementi che hanno fatto perdere progressivamente metri nella rincorsa Champions. 

Dopo aver chiuso il 2020 senza sconfitte, il Milan è caduto sei volte nelle ultime 18 gare. Insomma, ne perde una su tre e le perde, quasi sempre, contro dirette concorrenti.

Ad aprire la ferita è stata la Juve a inizio gennaio, ma quella fu una sconfitta piuttosto occasionale – il Milan giocò un grande primo tempo – e motivata soprattutto dalla grande emergenza di quei giorni, con la squadra ridotta ai minimi termini da infortuni e Covid. E’ un fatto, però, che le sei sconfitte del 2021 abbiamo tracciato un solco importate ed evidente tra il Milan del 2020 e quello di questo anno solare.

Delle sei sconfitte, cinque sono arrivate a San Siro, dove i rossoneri hanno ottenuto la miseria di 8 punti in dieci gare. Opposto, per fortuna di Pioli, il cammino in trasferta dove, sconfitta contro lo Spezia a parte, il Milan ha sempre vinto (7 volte su 8), mettendo in cascina 21 punti. Ventuno dei 29 fatti da gennaio a oggi.

Tra i problemi più evidenti c’è senz’altro stato quello di trovare una valida alternativa a Ibrahimovic. Mandzukic, arrivato a gennaio, non ha quasi mai giocato e non ha in ogni caso ancora dato il suo contributo alla causa.

Ma è il resto della truppa a non essere stata all’altezza delle rivali in quanto a gol fatti. Dietro a Ibra (15 gol), il miglior marcatore di Pioli è stato Kessie (10 gol con 8 rigori), seguito da Rebic (7), Leao (6) e Theo Hernandez (4). Calhanoglu, in rete contro il Sassuolo, è a soli tre gol. Il totale dei sei giocatori più prolifici fa 45, appena nove gol in più della sola coppia Lukaku-Lautaro (36).

Per fare altri due esempi, la Juve ha segnato 33 gol con Ronaldo e Chiesa e l’Atalanta 31 con Muriel e Zapata. In altre parole, al Milan mancano gol.

(Fonte Sportmediaset)

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