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Milan, fuga finita e fiato corto: la speranza è il rientro di Ibrahimovic

Dopo il 2-2 in rimonta sul campo di un Genoa fino a ieri ultimo in classifica, il Milan deve tornare a fare i conti con una classifica che si è accorciata ulteriormente e ha portato l’Inter a un solo punto

Secondo quanto scrive Sportmediaset il pari di Marassi può essere letto in due modi: da una parte è un fatto che la squadra, ancora una volta sotto, è riuscita a raddrizzare almeno parzialmente il risultato allungando a 24 la striscia di partite senza sconfitte in campionato.

Dall’altra i punti persi contro formazioni di medio-bassa classifica – Verona, Parma e Genoa – cominciano a pesare tanto che il tesoretto accumulato negli scontri diretti (vittorie contro Inter e Napoli e pareggio con la Roma) si è esaurito proprio a ridosso dell’attesa sosta natalizia ma alla vigilia di due gare delicate contro Sassuolo e Lazio.

Se la lettura è duplice, all’origine di questa frenata c’è forse soltanto un fattore: gli infortuni. Il Milan, causa Covid, aveva già dovuto rinunciare ad alcuni giocatori importanti, Ibra su tutti, nella prima parte della stagione.

Quando però gli impegni ravvicinati hanno cominciato a farsi sentire, le assenze simultanee di uomini cardine del gioco di Pioli sono diventati insostenibili e hanno squilibrato un meccanismo che era sembrato al limite della perfezione.

Non è un caso che nelle ultime quattro uscite di campionato il Milan abbia vinto 2 partite su quattro – inutile ricordare che la media-punti delle prime otto gare era decisamente superiore – e che, soprattutto, la squadra abbia mostrato un crescente affanno culminato con la brutta prova di Genova. 

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