Zlatan Ibrahimovic si è raccontato in una lunga intervista ad Aftonbladet, riaprendo le porte a un suo ritorno in nazionale e parlando del Milan
“La nazionale mi manca, ma la chiamata deve arrivare dal ct – ha spiegato Zlatan -. Perché se pensa che io sia una distrazione, allora non mi interessa. Se crede invece che io possa contribuire, allora ci penserò”. Poi sul suo ritorno in rossonero: “Il Milan aveva bisogno di me”.
Presente e futuro, Milan e nazionale. Ibra ha sempre le idee chiare. “Voglio essere nella Friends Arena, voglio vedere il Muro Giallo pieno quando entro in campo con la maglia gialla – ha spiegato -. Mi manca? Ovviamente: se a qualcuno non manca tutto ciò, vuol dire che ha chiuso la sua carriera. E io non ho ancora finito”.
“Mi sento vivo, so che posso giocare e fare quello di cui sono capace – ha continuato l’attaccante rossonero -. Poi i risultati parlano da soli ed è un onore vincere di nuovo questo premio, ma senza il duro lavoro non si ottiene nulla”.
“Alla mia età poi serve mentalità, oltre al talento. Ma è tutto nella testa: se vuoi, puoi – ha raccontato Ibra -. Mi sento bene, divento migliore e più completo ogni giorno che passa. Sono diverso da quello che ero dieci e cinque anni fa, penso di avere l’intelligenza di adattare il corpo a quello che posso fare ora”.
“La gente dice che non corro molto, ma io scelgo il miglior modo per correre e aiutare la squadra – ha aggiunto -. Merito anche dell’allenatore: mi mette a uomo in difesa e mi lascia libero davanti, così capisco come posso essere più utile”.
“Se potessi correre 90 minuti senza sosta lo farei, ma non posso. Sono onesto con me stesso, ho bisogno di più tempo per recuperare dopo uno scatto, ma scelgo quando farlo e decido io quando devo sacrificarmi – ha continuato -. Devo adattarmi ed essere più intelligente”.

