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Andrea Pontone a MDC: “Vi racconto la mia vita, tra libri, Inter e… il Corriere Nerazzurro”

Momenti di Calcio ha avuto il piacere di fare qualche domanda ad Andrea Pontone, un giovane e brillante giornalista e scrittore, per una intervista sulla sua carriera nel campo dell’Editoria. Andrea, seppur giovanissimo ha già scritto 2 libri ed è pronto a lanciare il suo nuovo sito, il Corriere Nerazzurro

 

Lei è un giovane e brillante giornalista e scrittore: come è nata questa sua passione per il mondo dell’editoria?

 

“Dalla voglia di esprimere un’opinione, riguardo svariati argomenti che catturano la mia attenzione. Preferisco esternare un mio punto di vista piuttosto che accettare forzatamente pareri esterni, pur rispettando i pareri dei maestri della mia professione, che ascolto sempre con piacere anche solo per ispirarmi al modo in cui viene presentata un’idea. Scrivere è sempre stato uno sfogo viscerale, i piccoli traguardi che ho raggiunto sono arrivati grazie al guardare sempre in avanti, alla strada da percorrere. E la passione per le attività di cui mi occupo, tra le quali l’osservazione e la riflessione sul calcio, ha aiutato. Fortitudo mea in rota, vita a pallone devota”.

 

Come riesce a conciliare il suo lavoro quotidiano con la sua passione per il calcio, in particolare per l’Inter, curando con molta attenzione il suo sito www.corrierenerazzurro.it ?

 

“Il progetto è appena partito, già ricco di contenuti. La mia crescita personale è un fattore trascurabile, i lettori vogliono servizi concreti. La gavetta l’ho iniziata all’età di quattordici anni tra mille ostacoli. Ora sono pronto per questa iniziativa autonoma. Serietà, efficienza e qualità. La maggior parte dei quotidiani sportivi italiani non ha una linea editoriale che flette su questi requisiti. A costo di una visita in meno, seguirò il mio percorso tenendo fede ai princìpi in cui credo”.

 

Lei ha già scritto due libri (“Italia 34- il mondiale che ha cambiato la storia del calcio” e “l’Inter di Antonio Conte 2019-20 – Primi fra i perdenti nell’Era Covid”) che hanno riscosso grande successo fra gli appassionati di calcio: preferisce scrivere libri o dedicarsi quotidianamente al sito dedicato all’Inter?

 

“L’ultimo libro è una raccolta dei miei editoriali che commentano le partite dell’Inter, scritti di volta in volta durante l’ultima stagione sportiva, la più inedita dal 1945 ad oggi. Tempistiche e modalità inaspettate per tutti. La cronologia degli eventi racconta il modo in cui è cambiato non solo il calcio italiano, ma anche il nostro tessuto sociale”.

 

Come è nata l’idea di fondare una rivista dedicata al mondo Inter?

 

“Il Corriere Nerazzurro si presenta con un format innovativo, anche rispetto al mercato estero: una rivista disponibile esclusivamente in Rete, attraverso un abbonamento a basso costo, che tratta solo ed esclusivamente dell’Inter con agganci trasversali. Uno stesso oggetto può essere visto da varie angolature. Cambia la prospettiva. L’invito nei confronti del lettore è quello di spingersi oltre, andando ad esplorare con la mente nuovi spazi, per vivere delle emozioni più intense e trascinanti”.

 

E riguardo il suo percorso?

 

“Per crescere bisogna avere la forza di andare verso l’ignoto. Franco Battiato con ‘La voce del padrone’ ci invita ad ascoltare la nostra coscienza. Ho vissuto negli ultimi anni la vita intensa di redazione, con infiniti ostacoli. Sentivo la necessità di intraprendere un percorso libero. La responsabilità è immensa, ma accetto volentieri questo incarico e se oggi il progetto è ben avviato è solo grazie a un faticoso lavoro, durato mesi, nella fase di allestimento che mi ha visto solo, ma con le idee chiare. E sono sicuro che, per come il sito è stato impostato, i risultati arriveranno da soli. Non penso ai numeri. Al primo posto c’è la qualità. È un’avventura molto stimolante, dalla quale potrò imparare tante cose, tra cui la capacità di svelarmi. Meglio scrivere per se stessi e non avere pubblico, piuttosto che scrivere per il pubblico e non avere se stessi”.

 

L’Inter ha oltre 10 milioni di tifosi in Italia oltre che tantissimi altri sparsi nel mondo: è proprio nella qualità, dunque, che il suo giornale si differenzia in una tifoseria così ampia e che ha a disposizione radio, siti dedicati etc.?

 

“Non posso avere la presunzione di affermare che gli altri portali d’informazione siano di scarsa qualità. Ma spesso prevale l’esigenza di proiettare articoli in un contenitore, da riempire a tutti i costi in maniera frenetica. E la ricerca del click è costante, spesso risibile. La mia offerta è nuova e originale. Un’originalità che consiste nel pubblicare soltanto articoli di qualità. È questa la differenza. Non di sola pubblicità vivrà l’uomo”.

 

Parlava di servizio concreto: l’abbonato di cosa potrà usufruire?

 

“Non mi rivolgo a una platea di soli tifosi nerazzurri. Ogni volta in cui l’Inter disputerà una partita ufficiale, la sera stessa uscirà online sul sito una rivista di 30 pagine, legate alla cronaca, agli approfondimenti, alle interviste e alle analisi del mondo Inter. Per di più, sul sito saranno disponibili ogni giorno molti articoli esclusivi, per interagire a tutto tondo con il pianeta Inter e scoprire i retroscena, le curiosità e le prospettive future legate al club nerazzurro. Al lettore è data anche l’opportunità di leggere analisi legate al calcio mondiale, dalla Champions League fino alle realtà italiane locali”.

 

Come vede, secondo Lei, il calcio il tifoso nerazzurro? E’ un tifoso “contro” oppure un tifoso che ama solo la sua squadra a prescindere dagli avversari?

 

“Non possiamo generalizzare: il tifoso interista va dal rettore universitario fino a chi esercita la più umile delle professioni. Io sono una persona autentica, lo saranno a loro volta i lettori che premieranno il mio voler parlare di calcio in maniera costruttiva, rivolgendomi anche ai tifosi di altre squadre, senza problemi. È abbastanza scontato, considerata la rivista appena fondata, che io abbia un coinvolgimento particolare nella narrazione dell’Inter, ma è proprio questa turbina di emozioni ad essere trasmessa al lettore. L’anno scorso mi ha commosso lo Slavia Praga, che ha omaggiato la storia del Meazza con una partita da manuale. In Conte rivedo molti aspetti di Herrera, sono convinto che l’Inter possa avere una storia europea importante da qui a breve. Non vedo l’ora di raccontarla. Già la finale contro il Siviglia è stata una tappa importante: la prima di un lungo percorso”.

 

Che idea ha del calcio italiano? Pensa ad esempio che le 5 sostituzioni che di fatto hanno vincere all’Inter una partita praticamente persa all’87’ contro la Fiorentina siano un regalo alla Juventus, al Milan, all’Inter stessa, al Napoli e alla Roma oppure siano giustificate in questo campionato?

 

“Cristiano Ronaldo ha detto che la Serie A è cresciuta molto rispetto all’anno scorso. Ha assolutamente ragione, siamo tornati all’epoca delle sette sorelle. In ordine sparso: Juventus, Inter, Lazio, Atalanta, Napoli, Milan e Roma, con i giallorossi forse un gradino sotto, per colpa dell’ultima gestione Pallotta, e insidiati dalla Fiorentina del promettente Commisso, che ammiro molto. Nei prossimi anni torneremo a fare la differenza in Europa, la Nazionale poi con Mancini ha intrapreso una buona strada. Il c.t. azzurro capì già nel 2018 che il concetto di modulo sarebbe stato superato: ormai i sistemi di gioco sono fluidi e declinati alle singole circostanze, essendo il calcio uno sport di situazione. Nel prossimo numero del Corriere Nerazzurro, dopo Benevento-Inter, uscirà un pezzo dal titolo ‘Apologia delle cinque sostituzioni’, dove esplicito la mia opinione su un argomento che in questi giorni sta facendo discutere”.

Perché il calcio italiano, secondo lei, in Europa non decolla?

 

“Il ritmo e l’intensità sono fondamentali, non a caso la squadra più forte del mondo è il Liverpool che gioca in maniera scolastica ma con una velocità elevatissima. L’ultima Champions League è stata vinta dal Bayern Monaco, il gruppo meglio organizzato. Bravi gli inglesi ad acquistare Thiago Alcantara, uomo-chiave della formazione bavarese che ora farà le fortune di Klopp, allenatore favorito per vincere la prossima edizione della coppa a grandi orecchie. Le italiane hanno bisogno di fare esperienza. Arriveranno a breve grandi soddisfazioni”.

 

Quali sono i suoi progetti futuri? Come pensa di migliorare ancora – qualora possibile – il Corriere Nerazzurro?

 

“Da un punto di vista tecnico si può sempre migliorare e mi aggiorno quotidianamente per arricchire il sito con nuove funzionalità. Tra poco si partirà con gli abbonamenti. L’obiettivo che mi pongo è quello di vivere nuove emozioni rispetto al passato, raccontando sotto ogni aspetto l’evoluzione del calcio in questo periodo, tanto atipico quanto inedito, delle nostre vite”.

 

Intervista di Raffaele La Russa

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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