Tra le parole e quel che succederà, come sempre c’è di mezzo il campo. L’unica vera Cassazione del pallone. Scontato, ma è bene ricordarlo e tenerlo a mente. Perchè alla fine tutti si restringe a questo. Però poi c’è la capacità e la voglia di essere asciutti e misurati, merce rara nel pallone. E devo dire che l’approccio dei Friedkin mi è piaciuto un gran bel po’. Nessun tuffo in piscina, né la promessa di vincere chissà cosa e in chissà quanto tempo né tantomeno l’irrefrenabile tentazione di voler mettere la Roma sul tetto del mondo. A parole ovviamente. No, niente di tutto questo. I Friedkin a hanno scelto la via giusta. Ha detto Dan: “I tifosi vogliono tre cose: una squadra di cui essere orgogliosi, un club che apprezzi, comprenda e condivida la loro passione e una proprietà che sia allo stesso tempo presente e onesta”. Dunque dichiarazioni semplice ma profonde, si capisce sin da subito che i Friedkin hanno studiato bene la situazione. Sanno che c’è dare rimettere i tifosi al centro della mission evitando promesse che non siano quelle di essere onesti e ‘terreni’ nelle dichiarazioni di intenti.
Ha ragione Friedkin jr. quando paragona il club a un gigante addormentato. Sperando che i piedi di argilla di quel gigante diventino d’acciaio. Nessuno s’aspetta che la Roma scali il mondo dall’oggi al domani, per carità. Il romanista sa aspettare e godersi l’attimo, è nel suo Dna. Non tollera però, di essere illuso e preso in giro. E lo ha ampiamente dimostrato all’ormai ex proprietario, Jim Pallotta. E in ogni caso, il passato è passato. Ora, come dicono i super ottimisti, “Yes We Dan”, diamo fiducia a chi promette di lavorare sodo e senza inutili grancasse. Così, semplicemente.
Fonte: Calciomercato.com
Redattore, appassionato di calcio italiano ed estero… Curo e seguo con molta attenzione tutti i migliori campionati esteri.

