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Roma: Petrachi paga il non sottostare alla politica delle plusvalenze

La sospensione di ieri del d.s. giallorosso dalle sue mansioni è solo l’anteprima di una rottura ormai annunciata. e che la causa della fine del rapporto tra Petrachi e la Roma sia un mancato ringraziamento da parte di Pallotta in un’intervista è davvero troppo poco credibile; al massimo può essere la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La verità è che tra Petrachi e Pallotta il feeling non è mai nato; già la scorsa estate, quando commentava il mercato appena concluso, il direttore sportivo disse di aver fatto il massimo possibile, visto quanto poco la società gli aveva messo a disposizione. In parole povere ha messo la proprietà spalle al muro, non facendole da parafulmine di fronte al malumore dei tifosi.

Va detto poi che solo una manciata di settimane fa Petrachi aveva detto che in estate avrebbe fatto il massimo per trattenere i pezzi pregiati della rosa, riferendosi soprattutto a Zaniolo, e queste parole, con una società da anni votata alla logica delle plusvalenze, e ora più che mai bisognosa di liquidità, visto il grande debito che ha sulle spalle, non devono essere state gradite al presidente.

Per ironia della sorte ora sembra che il ruolo di Petrachi possa essere ricoperto, quantomeno in via ufficiosa, proprio da quel Baldini a cui lui stesso aveva negato ogni possibile interferenza sulla campagna acquisti, e che Totti, in quella conferenza stampa al vetriolo, aveva non troppo velatamente indicato come principale responsabile degli errori della proprietà.

Matteo Marsella

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