Sembra passata un’eternità. Era l’8 marzo, uno strano pomeriggio con le notizie della pandemia di Covid-19 che iniziavano a prendere campo su quanto stava succedendo sul terreno di gioco. La Sampdoria di Claudio Ranieri dopo aver essere andata sotto 1-0 in casa, match giocato a porte chiuse, trova il guizzo nel quarto d’ora finale per ribaltare il punteggio portando a casa tre punti che per la classifica sono ossigeno puro e che andranno agli archivi come gli ultimi prima della chiusura del campionato. A decidere quella partita è stato il capitano blucerchiato. Un ragazzo di 37, napoletano ma blucerchiato nel cuore: il suo nome è Fabio Quagliarella.
Seconda giovinezza – E’ sempre il bomber di Castellammare di Stabia la ciambella di salvataggio, l’uomo a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà. E’ fuori da ogni dubbio il fatto di come a Genova, sponda doriana, l’ex Napoli, Udinese, Juventus e Toro stia vivendo una seconda giovinezza. Con Marco Giampaolo l’attaccante ha realizzato 57 reti in tre stagioni distribuite fra 12 nel 2016-2017, 19 nel 2017-2018 fino ad arrivare al titolo di capocannoniere vinto nella passata annata con 26 gol realizzati in 37 partite di campionato giocate.
L’uomo dei record – Non a caso nella sua seconda avventura in Liguria, il capitano blucerchiato sta battendo record su record. Il primo è arrivato l’anno scorso quando, dopo il match contro l’Udinese, ha eguagliato Gabriel Omar Batistuta andando a segno in 11 partite di fila. Quest’anno, invece, collezionando la sua 460a presenza nel massimo campionato ha staccato De Rossi, Pellissier e Altafini – fermi a 459 – raggiungendo così il 27° posto nella graduatoria dei giocatori più presenti in A e il 18° nella speciale classifica dei marcatori all-time con 162 marcature. Adesso il futuro prossimo si chiama Inter e poi Roma, due impegni difficili per la Sampdoria che si appella al suo capitano in un finale di campionato rovente – non solo per il caldo estivo – e concentrato in poco più di un mese e mezzo. L’obiettivo è solo uno: si chiama salvezza. Del resto, quando il gioco si fa duro, i duri scendono in campo. Duri come Fabio Quagliarella.
Fonte: Tuttomercatoweb
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