Gli abbonati della nostra Serie A sono 350.000 ovvero tutti coloro che, come riporta il Corriere dello Sport, dimostrano la loro passione prenotando in anticipo un posto allo stadio per tutte le partite casalinghe della loro squadra.
E il denaro che spendono, peraltro, è davvero fondamentale per il sistema perché non solo garantisce ai club ricavi che fanno fatturato, ma anche liquidità durante l’estate, ovvero quando impazza il calciomercato. E allora si può ben comprendere come il calcio a porte chiuse penalizzi soprattutto loro, visto che hanno già pagato per assistere dal vivo ad uno spettacolo che, come tutti gli altri tifosi, invece potranno vedere solo alla televisione.
Si ma son proprio coloro che non hanno diritto a nulla perché almeno metà delle squadre della nostra Serie A ha inserito nell’abbonamento clausole secondo cui, qualsiasi cosa accada, non esiste un diritto al risarcimento.
Insomma, buona parte di quel denaro, che per molti è valso un importante sacrificio, potrebbe andare perduto. In realtà, quasi tutte le società stanno valutando il da farsi. Anche perché, per lo meno dal punto di vista dell’immagine, abbandonare tanti tifosi a loro stessi potrebbe avere ripercussioni.
Le associazioni dei consumatori hanno già sottolineato la questione non escludendo inziative. Sul sito Codacons.it esiste un numero di telefono a cui rivolgersi. Il problema è che la crisi ha provocato perdite importanti e ritrovarsi a dover risarcire un terzo degli abbonamenti non farebbe altro che aumentarle. Basti pensare all’Inter, che ha venduto circa 41.000 tessere, prima in Serie A in questa speciale classifica.
E allora, più che un semplice rimborso, diversi club stanno studiando percorsi alternativi. Quali? Al momento, si parla di voucher, sconti o prelazioni.
Attenzione, però, si parla di poche partite, e, comunque, l’accesso agli stadi sarebbe consentito solo ad una ridotta percentuale di spettatori. Insomma, la maggioranza degli abbonati dovrebbe in ogni caso restare fuori.
Come scegliere, allora, quei fortunati? Anche in questo caso si sprecano le idee. Ad esempio quella di procedere per turni, quindi ogni abbonato avrebbe la possibilità di assistere ad una partita, visto che sarebbe difficile arrivare a due. Altrimenti, un bel sorteggio, in modo da lasciare eguali possibilità a tutti.
In verità, esiste già una soluzione che raccoglie più favori rispetto alle altre, ovvero riaprire prima le aree hospitality. E’ vero che probabilmente si tratterebbe delle zone più facilmente controllabili. Ma si tratta anche dei posti più costosi, con conseguente vantaggio per i club. Solo che non sempre sono occupate da veri tifosi. Più facile, infatti, che, come dice la parola stessa, si tratti di ospiti…
(Fonte Corriere dello Sport)

