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Il 3 giugno 2001 la Serie A conosceva il Chievo: ecco il ventennio della squadra dei miracoli

Il 3 giugno 2001 il ChievoVerona viene aritmeticamente promosso in Serie A per la prima volta nella sua storia, dopo avere battuto in casa 2-0 la Salernitana.

Da quel giorno i gialloblù divennero la squadra dei ‘miracoli’, perché la prima stagione nella massima serie della formazione allenata ai tempi da Gigi Delneri fu assolutamente sorprendente: sfiorò infatti il titolo di campione d’inverno e centrò una storica qualificazione in Coppa Uefa.

In un campionato di Serie A che negli ultimi 30 anni ha visto poche sorprese imporsi in vetta alla classifica, una delle pochissime eccezioni in grado di sovvertire, seppur temporaneamente, gerarchie consolidate da decenni è rappresentato dal ChievoVerona dei primi anni 2000 che, ottenuta una storica promozione in serie A, riesce contro ogni pronostico a scalare la graduatoria della massima serie, spaventando le grandi del calcio italiano e chiudendo il campionato al quinto posto.

Il Chievo ottiene la matematica promozione in Serie A il 3 giugno 2001, a seguito del 2-0 casalingo contro la Salernitana (reti di De Cesare e D’Anna) nella penultima giornata di Serie B, e diventa la prima squadra a raggiungere la massima serie partendo dal gradino più basso del calcio: la terza categoria. “Per me è come se fosse un sogno: quando mi sveglierò vi saprò dire”, commenterà a caldo il presidente Luca Campedelli.

Difficile pensare come una squadra che rappresenta un quartiere di poche migliaia di persone e così scarsamente attrezzata economicamente possa affrontare un campionato della portata della serie A italiana, dove la Juventus di Agnelli, il Milan di Berlusconi, l’Inter di Moratti, la Lazio di Cragnotti e la Roma di Sensi la fanno da padroni, con budget multimiliardari e campioni di fama internazionale.

Basti pensare che il Chievo, il cui patron è azionista di maggioranza di una nota azienda dolciaria veronese, si presenta alla stagione 2001-2002 con un budget per l’intera squadra inferiore al solo stipendio di Alessandro Del Piero. La formazione allenata dal confermatissimo Gigi Delneri gioca con un 4-4-2 che vede protagonisti, tra gli altri, calciatori allora semi sconosciuti come Simone Perrotta, Simone Barone, Bernardo Corradi, Nicola Legrottaglie, Massimo Marazzina, Federico Cossato, Lorenzo D’Anna, Christian Manfredini, cui si aggiungevano i più affermati Eugenio Corini e il centrocampista brasiliano Luciano, conosciuto a quei tempi ancora come Eriberto. Il debutto nella massima serie avviene allo stadio Franchi di Firenze: contro ogni pronostico, il Chievo batte la Fiorentina 2-0.

Stesso risultato della seconda giornata, in casa contro il Bologna. È l’inizio del Chievo dei miracoli. Dopo la prima sconfitta contro la Juventus (in una gara combattutissima) seguiranno per i gialloblù sei vittorie, due pareggi e due sconfitte nelle successive dieci giornate: la cenerentola del campionato, destinata secondo gli addetti ai lavori a una retrocessione certa, si trova in testa al campionato e si gioca fino all’ultimo il titolo di campione d’inverno, ‘vinto’ poi dalla Roma di Capello.

La qualità del gioco espressa dagli uomini di Delneri è stupefacente. La squadra si muove a memoria, è divertente da vedere e attira la simpatia degli sportivi di tutta Italia, che iniziano a sperare che la ‘favola’ Chievo possa chiudersi con un successo che sembrava impossibile. Nel girone di ritorno, però, un calo fisiologico e la tragica vicenda del calciatore Jason Mayélé, scomparso a 26 anni in un incidente stradale, fanno sì che i veneti perdano qualche partita di troppo per mantenere la vetta della classifica.

Riescono comunque a concludere il campionato in quinta posizione, a un solo punto dal Milan quarto, e a centrare una storica qualificazione in Coppa Uefa; evento che non capitava a una neopromossa dagli anni ’70.

È davvero una squadra rivelazione. Il Chievo disputerà ben sei campionati consecutivi di Serie A, arrivando persino a giocare i quarti di finale di Coppa Italia, la Coppa Uefa e i preliminari di Champions League. Ci sarà la retrocessione nel 2007, con la pronta risalita sancita l’anno successivo; per un totale di 17 partecipazioni nella massima serie in 18 stagioni. Attualmente il club milita all’ottavo posto della Serie B, con la speranza di tornare molto presto a sorprendere in Serie A. Come capitava qualche anno fa.

(Fonte Sportmediaset)

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