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Massimo Moratti piange Gigi Simoni: “Gli fu impedito di vincere un campionato meritato”

“È stato un grande protagonista della storia dell’Inter: ha vinto una coppa europea molto importante, gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe assolutamente meritato”.

Massimo Moratti ricorda così al telefono con l’ANSA la figura di Gigi Simoni “tecnico gentiluomo verso il quale – aggiunge l’ex presidente nerazzurro -, provavo grande stima e affetto. La telefonata con la quale poco fa la moglie mi ha avvisato della morte mi ha provocato un dolore immenso”.

Lo stesso dolore che hanno provato tutti quelli che conoscevano l’ex tecnico. Sono tantissimi infatti i messaggi di cordoglio sui social network: dal Genoa alla Lazio fino a Napoli, Pescara e naturalemente l’Inter. 

INTER: “DATA NON CASUALE”

“Ci ha lasciati oggi, 22 maggio. Una data non casuale, la data più interista di tutte”. Inizia così la nota con cui l’Inter ricorda Gigi Simoni, scomparso oggi all’età di 81 anni. “Di Gigi Simoni – si legge – ricordiamo e ci mancherà tutto. Il suo essere signore, innanzitutto. Un modo di vivere, la vita e il calcio, mai sopra le righe. Anche il suo calcio era così: umile ma funzionale, capace di far fruttare al meglio ciò che aveva a disposizione”. “Sulla panchina nerazzurra – ricorda l’Inter – arrivò nel 1997, assieme al Fenomeno, Ronaldo. Un binomio, quello Simoni-Ronaldo, che resterà per sempre nel cuore di tutti, non solo degli interisti. Un rapporto paterno, la benevolenza nei confronti di un calciatore speciale. ‘Ho imparato più io da lui che lui da me, in quella stagione’, amava raccontare Simoni. Una frase che spiega tanto, della persona che è stata”. “Ha incarnato l’interismo più genuino.

Il 6 maggio 1998 disegnò il suo capolavoro da allenatore. Imbrigliò una grande Lazio e non le diede scampo. Al Parco dei Principi Zamorano, Zanetti e Ronaldo regalarono all’Inter la terza Coppa Uefa in una notte dolcissima e magica”, prosegue la nota. “Il mondo del calcio – sottolinea il club – perde un bravo allenatore e una persona meravigliosa. Nella sua carriera da calciatore vinse una Coppa Italia con il Napoli e la Serie B con il Genoa.

In panchina alzò, oltre alla Coppa Uefa con l’Inter, la Coppa Anglo-Italiana con la Cremonese e conquistò cinque campionati di Serie B (tre con il Genoa, due con il Pisa). Nel 1998 ricevette la Panchina d’Oro come miglior allenatore italiano. Un riconoscimento doveroso”. “Noi lo ricordiamo così, coi suoi capelli bianchi, sulla nostra panchina, mentre con un sorriso si godeva le magie di Ronaldo, circondato dall’orgoglio e dall’affetto dei tifosi dell’Inter”, conclude la società nerazzurra. “Ciao Gigi, ci mancherai”.

(Fonte Sportmediaset)

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