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12 maggio 1974, la Lazio di Maestrelli si laurea campione d’Italia

Il 12 maggio 1974 non è una data come le altre  per il popolo e per la storia biancoceleste: è il giorno in cui la Lazio ha conquistato il suo primo, storico, scudetto.

Esattamente 46 anni fa,una squadra di “pazzi” guidata dall’angelo laziale Tommaso Maestrelli a due giornate dalla fine del campionato 1973-74, con tre lunghezze di vantaggio (all’epoca la vittoria valeva 2 punti)  si preparava a vincere lo scudetto, il primo  della  storia della S.S. Lazio . L’Olimpico contava 60.494 biglietti venduti, più 18.315 abbonati,senza contare le migliaia di persone prive di tagliando che scavalcarono la recinzione in Curva e in Tevere, per un totale di oltre 80mila presenti, sono numeri che parlano da soli e danno il senso di quello che accadde in occasione di Lazio-Foggia. I cancelli non a caso furono aperti eccezionalmente alle 9 per permettere alla gente di entrare per tempo e senza problemi, nonostante l’incontro iniziasse alle 16. Mentre la squadra andava verso il centro del campo, migliaia di bandiere iniziarono a sventolare vorticosamente e quel mare biancoceleste iniziò straripare in tutto i settori dello stadio. La gente era tutta in piedi a tifare, a sostenere gli undici in mezzo al campo e ad impazzire per Chinaglia, l’invincibile guerriero, Giorgione, il calciatore che più di tutti aveva risvegliandone il senso di appartenenza del popolo laziale a suon di gol e di una lazialità spinta ai massimi livelli.
E il destino volle che fu proprio lui a siglare il gol-scudetto, la rete che avrebbe segnato un’epoca e regalato alla banda Maestrelli l’immortalità sportiva. Avvenne al 58° , quando Long John era pronto a battere il calcio di rigore. Un attimo di concentrazione che durò un’eternità. Poi appena il pallone scagliato da Chinaglia gonfiò la rete difesa dal foggiano Trentin tuffatosi sul lato opposto del tiro, ci fu l’apoteosi. Furono momenti indescrivibili, quando ci fu l’invasione di campo festosa e dopo il triplice fischio finale dell’arbitro Panzino. Erano le 17 e 45 del 12 maggio 1974 la Lazio era campione d’Italia, come annunciava Enrico Ameri in collegamento dall’Olimpico dai microfoni di “Tutto il calcio minuto per minuto”. La festa aveva inizio e sarebbe durata tutta la notte e non solo.  Da quel giorno, la formazione che riscrisse la storia biancoceleste è diventata una poesia da recitare a tutte le future generazioni di laziali e faceva così: “Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’AmicoLa Banda Maestrelli è  un pezzo di storia della Società Sportiva Lazio.

Francesco Baiocco

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