Da Higuain a Pjanic passando per Douglas Costa: i bianconeri partono dai sacrifici per fare cassa e costruire la nuova squadra.
La prossima squadra sarà costruita partendo dalle cessioni per fare cassa e ridurre ingaggi. Sarà un calciomercato molto diverso il primo dell’era post-lockdown. L’inevitabile crisi economica del sistema calcio sta già costringendo le società a rivedere i propri piani ed abituiamoci ai colpi di scena. La Juventus, tra le società più ricche in Italia ed in Europa, non sarà da meno. Anche i bianconeri sono pronti a sacrificare dei pezzi pregiati della rosa per fare cassa o per inserirli come pedina di scambio in alcuni affari. In tutti i reparti della formazione di Sarri c’è chi è in bilico e l’ammontare degli introiti potenziali è davvero in grado di spostare gli equilibri . Un tesoretto da 250 milioni per costruire la Juve che verrà tra incassi e ingaggi risparmiati. Sono molti i giocatori importanti ai saluti, La cessione più redditizia corrisponde al nome di Pjanic: il bosniaco, pur blindato da un contratto fino al 2023, non ha convinto nell’ultimo periodo e alle sue spalle Bentancur spinge per raccoglierne la sua eredità. Sarri ha già fatto le prime prove di futuro contro l’Inter. Il bosniaco piace da tempo al Paris Saint Germain e la Juve lo valuta 60 milioni: si può immaginare che Pjanic possa essere la carta per arrivare a Icardi. Il reparto che potrebbe maggiormente cambiare volto è l’attacco. Il caso Higuain è d’attualità in queste ore: quasi sicuramente non sarà a tinte bianconere: il contratto del bomber scadrà nel 2021 e prevede un ingaggio da 7,5 milioni. Nel caso,molto probabile,che le strade si separassero, la società bianconera punta a coprire il valore residuo in bilancio dell’argentino, pari a 18 milioni. Le riflessioni riguardano anche le ali del tridente del tecnico toscano, in particolare Douglas Costa e Bernardeschi: entrambi sono legati alla Juve fino al 2022, entrambi hanno vissuto fin qui una stagione altalenante, entrambi potrebbero diventare pedine molto preziose sul mercato.
Francesco Baiocco

