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Il responsabile della comunicazione della Lazio Diaconale insiste: “Finire questa stagione per non falsare la prossima”

La questione ripresa della Serie A e le conseguenze derivanti dal coronavirus continuano a tenere banco nel dibattito generale. Il responsabile della comunicazione della Lazio Arturo Diaconale, ai microfoni della trasmissione Maracanà di TMW Radio, è intervenuto in merito, soffermandosi anzitutto su primi, lenti segnali di ripresa: “Sto seguendo l’evolversi della situazione. Le indicazioni che arrivano al momento sono quelle di una ripresa, restano da stabilire i tempi e i modi in cui può essere effettuata nel rispetto delle massime garanzie per tutti, a partire dai calciatori. Le partite però si svolgeranno a porte chiuse, almeno in questa prima fase. Se il campionato attuale non dovesse concludersi, sicuramente quello successivo verrebbe falsato dal momento che si porterebbe la mancata conclusione nei tribunali; una cosa che, inevitabilmente, inciderebbe sull’andamento del campionato. Mi auguro quindi che sia il campo a decidere chi vince, chi perde, chi andrà in paradiso e all’inferno”.

Il dirigente biancoceleste, poi, ha commentato le parole del presidente della Figc Gabriele Gravina sull’ipotesi di disputare il resto del campionato al sud: “Sicuramente è un qualcosa complicato, soprattutto per gli spostamenti, considerando che ci sono ancora dei focolai. E’ vero che il calcio è uno sport di contatto, ma il contatto non provoca il contagio. Il problema è impedire che arrivino in contatto giocatori positivi con quelli sani. Non ci siamo resi conto che la maggior parte del peso del Coronavirus è gravato sulle famiglie. Non è facile per chi ha sintomi accedere ai tamponi. I giocatori invece vivono all’interno di strutture che devono essere attrezzate dal punto di vista sanitario. Se si garantisse a tutti la possibilità di avere dei controlli, i contagi non ci sarebbero. Ma servirebbe essere tutti organizzati, una cosa difficile qui in Italia”.

Diaconale, infine, è intervenuto sulla possibilità di giocare il campionato nell’anno solare: “E’ sicuramente un’ipotesi che può funzionare. L’esigenza è quella di non mandare in crisi un settore, che non può permettersi di andare in difficoltà. L’unica vera garanzia per tornare a giocare è che in campo non scenda un giocatore contagiato. Occorrono controlli, anche nei minuti prima che si giochi”.

Redattore, appassionato di calcio italiano ed estero... Curo e seguo con molta attenzione tutti i migliori campionati esteri.

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