In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport l’ex fuoriclasse dell’Udinese e della Nazionale brasiliana ha parlato delle tematiche attuali, del campionato italiano e della “sua” Udinese:
“Purtroppo la preoccupazione ormai a Udine non è più, come ai miei tempi, di fare una squadra competitiva. La testa della dirigenza è al calcio inglese, a Udine non si investe più, lo si fa a Watford e a Udine s’allevano solo ragazzi da rivendere. Ora, a 67 anni, me ne sto bello a casa, sono una categoria a rischio… Mi dispiace tanto per quel che sta succedendo nella mia Italia. Ho parlato col mio amico Causio e mi ha spiegato la situazione che state vivendo. È il momento di rimanere a casa. Anche qui abbiamo preso esempio dall’Italia, e si sono convinti a procedere con l’isolamento, a rispettare le norme igieniche, negozi chiusi tranne alimentari e farmacie, a non far uscire i più vecchi come me… Peccato, volevo godermi il Brasileirao”.
ALLENATORI – «Chi mi piace? Molto Guardiola e Klopp, ma anche Mourinho, Sarri, Simeone… Ce ne sono tanti forti in Europa. Poi bisogna vedere che giocatori hanno, che qualità».
SQUADRE – «Come giocano le squadre di Guardiola, Klopp e Sarri, che praticano un gioco più offensivo, per segnare, e prendono gente di alta qualità. Ma altri vincono in diversi modi e li rispetto comunque. Perché poi magari cambi i tecnici e gli stessi giocatori non funzionano allo stesso modo».
ATALANTA – «Sta esprimendo un gioco bellissimo, un collettivo molto forte… La vedo anche in finale di Champions. Sì, perché batterla in casa a Bergamo è difficilissimo e il City se n’è accorto».
NEYMAR COME MESSI E CR7? – «Mah, oggi non ci sono più i n. 10 di una volta. Ney mi piace molto, il suo modo di giocare è incredibile. Però bisogna essere più professionisti come Ronaldo e Messi, che vivono per il calcio. Ney ha troppi pensieri che lo distraggono. Gli ho parlato di recente, gli ho chiesto di essere più professionista: ha 28 anni ormai e al Psg c’è una bella squadra, possono vincere la Champions. Dipenderà dalla sua qualità per tutto il torneo, non per solo un match. Ora Ney ha più esperienza e maturità».

