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editoriali

Serie A, ma avrebbe davvero senso la ripresa del campionato?

di Filippo D’Orazio-
Mentre sono uscite le possibili date della ripresa della nostra Serie A, ci chiediamo se terminare questo campionato possa avere ancora un senso

Ieri dopo l’ufficialità del rinvio di Euro 2020 al giugno 2021 sono state rese note tutte le date possibili per la ripartenza della nostra Serie A, ma a questo punto sorgono spontanee le domande: avrebbe davvero senso riprendere un campionato fermo da circa 2 mesi? Quanta credibilità avrebbe un campionato del genere?

Nella migliore delle ipotesi, considerando che al momento è impossibile stabilire quanto e come il contagio potrà continuare ad espandersi, si ripartirebbe il 2 maggio per terminare il 28 giugno; seconda ipotesi, ripresa il 9 maggio e conclusione il 5 luglio, terza e ultima possibilità che vedrebbe il 16 maggio e il 12 luglio le due date limiti per salvare la Serie A. In tutto questo intervallo di tempo ovviamente andrebbero incastrate anche le date delle coppe europee, con Champions League ed Europa League ferme agli ottavi di finale, chi al turno di andata, chi a quello di ritorno.

Indubbiamente dietro a questa voglia spasmodica di ripresa ci sono interessi prettamente economici. Il danno per la nostra Serie A con questo stop forzato è già molto grande, stimato intorno ai 250 milioni, per questo motivo la Lega potrebbe chiedere un aiuto proprio ai giocatori: sul tavolo la possibilità di tagliare parte dello stipendio per aiutare le società a ridurre il peso economico causato dalla sospensione.

Ma un’eventuale ripresa restituirebbe credibilità ad un campionato piombato in una situazione mondiale senza precedenti? Valutando attentamente, probabilmente no: squadre che sarebbero costrette a ricominciare la preparazione atletica dopo uno stop di 2 mesi, partite da disputare nei mesi più caldi dell’anno (giugno, nella peggiore delle ipotesi luglio), veleni e polemiche non si placherebbero in ogni caso.

Il mondo del calcio non è immune a questo virus, ovviamente, e tutto ciò è stato capito e realizzato troppo tardi passando sopra anche ai diritti dei giocatori stessi.

Per una volta si pensasse davvero alla salute di tutti, giocatori compresi, mettendo da parte interessi economici anche a costo di annullare tutto e ricominciare, con serenità e calma, la prossima stagione.

Filippo D’Orazio

Il calcio da sempre è l'amore di una vita, il giornalismo sportivo la mia passione e il mio lavoro

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